18 novembre 2018
Aggiornato 21:00

Il "Concours mondial du Sauvignon" torna in Friuli Venezia Giulia

Il concorso è una sfida internazionale di altissimo livello fra produttori di molti Paesi e conferisce trofei speciali ai vini che ottengono il più alto punteggio assegnato da una giuria internazionale composta da 70 esperti
L'assessore regionale alle Risorse agricole Cristiano Shaurli alla 9. edizione del Concours mondial du Sauvignon in corso di svolgimento a Graz (Austria)
L'assessore regionale alle Risorse agricole Cristiano Shaurli alla 9. edizione del Concours mondial du Sauvignon in corso di svolgimento a Graz (Austria) (Regione Friuli Venezia Giulia)

PORDENONE - Il prestigioso 'Concours mondial du Sauvignon' tornerà in Friuli Venezia Giulia nel 2019 per la sua 10a edizione. Lo ha annunciato l'assessore alle Risorse agricole e forestali Cristiano Shaurli, al rientro da Graz (Austria), dove la decisione è stata ufficializzata con il passaggio di testimone dalla Stiria alla nostra regione. Il concorso è una sfida internazionale di altissimo livello fra produttori di molti Paesi, diventato un punto di riferimento mondiale per il Sauvignon e che continua a crescere e riscuotere interesse anno dopo anno. La manifestazione conferisce inoltre trofei speciali ai vini che ottengono il più alto punteggio assegnato da una giuria internazionale composta da 70 esperti.

Già nel 2015 il concorso è approdato in Friuli Venezia Giulia; l'idea di renderlo itinerante è nata dalla volontà di coinvolgere i Paesi maggiormente rappresentativi nella produzione di Sauvignon, scelta che si sta rivelando vincente. All'attuale edizione, che si sta tenendo in Stiria, partecipano 950 vini iscritti da tutto il mondo, con un incremento dell'11 per cento rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda l'edizione 2019, erano state avanzate diverse candidature da più regioni produttrici di Sauvignon; l'organizzazione ha scelto il Friuli Venezia Giulia che, con il Consorzio delle Doc Fvg ed Ersa, aveva già ospitato con successo proprio la prima edizione fuori dal territorio francese, nel 2015. La nuova assegnazione del concorso alla nostra regione fa sì che questo territorio sia il primo ad ospitare per la seconda volta questa rassegna mondiale.

«Un grazie particolare, anche da parte dei produttori friulani - commenta Adriano Gigante, vicepresidente del Consorzio delle Doc Fvg - va a Karin Merriot e a Thomas Costenoble, rispettivamente coordinatrice dell'evento 'Italia' e direttore del concorso. L'aver scelto nuovamente la nostra regione rappresenta un grande riconoscimento al lavoro di squadra partito da un'idea del Consorzio tutela vini 'Friuli Colli Orientali e Ramandolo'; nel 2009, un gruppo di aziende si autofinanziò per creare e far partire quello che a suo tempo venne chiamato 'Progetto Sauvignon'. Sono stati anni di studio su terroir, fattori genetici, nutrizione, legame con il territorio, vigoria, effetti della defogliazione e maturità aromatica, elementi che hanno portato ad un miglioramento di questo vino bianco su tutto il territorio friulano. Oggi possiamo dire, anche dai dati delle ultime edizioni del concorso, di essere al fianco dei grandi Sauvignon mondiali. Siamo orgogliosi - aggiunge Gigante - che una piccola regione, come il Friuli Venezia Giulia, possa rappresentare l'Italia ad una competizione internazionale, dove arrivano mille campioni da tutti i continenti. Un grazie va quindi rivolto sia ai nostri produttori, che continuano a ricercare il massimo della qualità per portare sempre più in alto il nome del Friuli Venezia Giulia, sia all'Amministrazione regionale che crede nei produttori e ci aiuta a far conoscere il grande lavoro svolto».

«Le motivazioni di questa scelta rese note a Graz - afferma l'assessore regionale alle Risorse agricole Cristiano Shaurli - sono per noi motivo di grande orgoglio, in quanto legate alla continua crescita qualitativa dei nostri vini, a partire dal Sauvignon, ed alla capacità organizzativa e di accoglienza, già dimostrate nell'edizione 2015. È questa una soddisfazione che voglio condividere con viticoltori, Consorzi e territorio: lavorando uniti, abbiamo dimostrato che per superare momenti difficili non serve lamentarsi bensì credere con forza alle nostre capacità ed alla grande qualità dei nostri prodotti. In un momento in cui si registra una forte crescita di alcuni vitigni nella nostra regione - conclude Shaurli - bisogna accompagnarne e valorizzare la qualità. Parlo di vini come il Sauvignon, che in Friuli Venezia Giulia tocca vette altissime, ma anche dei nostri autoctoni che possono e devono continuare ad essere uno dei biglietti da visita di prestigio della nostra regione, proprio perché qui trovano condizioni e risultati ottimali».