21 febbraio 2019
Aggiornato 01:30
Si è presentata più volte al pronto soccorso

“È ansiosa”, ma il problema al cuore era reale: ora chiede il rimborso delle spese sostenute

La paziente: “Finalmente ho una diagnosi e so qual è la causa dei fenomeni di cardiopalmo e tachicardia, non sono di certo ansiosa”
“È ansiosa”, ma il problema al cuore era reale: ora chiede il risarcimento
“È ansiosa”, ma il problema al cuore era reale: ora chiede il risarcimento Adobe Stock

UDINE - Per la Cardiologia di Udine non c'è una diagnosi specifica che spieghi i fenomeni per i quali più volte, dal 2014 al 2017, la paziente udinese si è rivolta al pronto soccorso di Udine, colpita da cardiopalmo, extrasistole, dolore toracico e dispnea.

MOLTE VOLTE DIMESSA SENZA ALCUNA DIAGNOSI - l'ultima volta, nel 2015 il pronto soccorso, grazie a una dottoressa più 'sensibile' – come riporta una nota inviata dalla giornalista Irene Giurovich - , ha deciso di avviare la procedura di accertamento chiedendo l'intervento della Cardiologia da cui poi la paziente è stata presa in carico. La paziente ha eseguito vari esami - compreso il test elettrofisiologico trans-esofageo, senza ricevere mai una diagnosi.

FORSE SOGGETTO ANSIOSO E BASTA? - Ebbene, visto che i fenomeni continuavano e la paziente non ha mai trovato risposta dalla Cardiologia, ha deciso di rivolgersi privatamente al dottor Diego Vanuzzo, già responsabile del Centro di Prevenzione Cardiologica dell'Ospedale di Udine (struttura di fatto smantellata 'grazie' al decreto Lorenzin) che, all'interno del pacchetto di prevenzione cardiologica eseguito alla struttura Polimedica a Pradamano (pacchetto obbligatorio prima del decreto Lorenzin – come si ricorda nella nota - che l'ha reso fortemente raccomandato, ovvero a pagamento), ha rilevato immediatamente il problema, diagnosticando un prolasso mitralico e lieve insufficienza mitralica che sono la causa dei fenomeni lamentati dalla paziente che dichiara: «Finalmente ho una diagnosi e so qual è la causa dei fenomeni di cardiopalmo e tachicardia, non sono di certo ansiosa. Fra l'altro mi sono preoccupata per conto mio di monitorare colesterolo e omocisteina, vista anche la mutazione nel gene Mthfr1, scoperta anch'essa tramite test genetico eseguito privatamente e causa di un deficit di metilfolato, con il rischio di incorrere in iperomocisteinemia e malattie cardiache. I cardiologi non avevano pensato di 'testare' anche questi valori, approfondendo il quadro complessivo».

IL RECLAMO - Ai vertici dell'Azienda Sanitaria integrata di Udine (direttore generale e direttore Sanitario) e ai vertici della Cardiologia la paziente – si legge - ha inviato una lettera, oltre che aprire formale reclamo all'Urp (che ha avviato il procedimento e risponderà entro 30 giorni), chiedendo com'è possibile che nessun cardiologo abbia mai rilevato il problema. Come mai la paziente fosse trattata da 'soggetto ansioso' quando invece documentalmente, dopo 3 anni, ha ottenuto una diagnosi che spiega i sintomi oggettivi, muovendosi però per conto proprio e sempre spendendo di tasca sua. Nella lettera inviata all'ospedale la paziente chiede il rimborso dei ticket inutilmente pagati, oltre a chiedere un risarcimento riparativo. Del caso è stato informalmente avvisato anche l'Ordine dei Medici di Udine.