21 febbraio 2019
Aggiornato 17:30
L'operazione dei carabinieri a Palmanova

Favoreggiamento della prostituzione: 13 cinesi in carcere e 17 denunciati

Si tratta di donne e uomini considerati responsabili, a vario titolo, di ‘favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione’
Favoreggiamento della prostituzione: 13 cinesi in carcere e 17 denunciati
Favoreggiamento della prostituzione: 13 cinesi in carcere e 17 denunciati Carabinieri

PALMANOVA - Si è conclusa mercoledì 15 marzo 2017, l’ultima parte di una vasta e articolata indagine condotta dalla stazione dei carabinieri di Palmanova con l’ausilio, in fase di esecuzione, di militari appartenenti ai vari reparti del Comando Provinciale di Udine. Sono state eseguite 13 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di 11 donne e 2 uomini, tutti di nazionalità cinese, ritenuti responsabili di ‘sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione’ e di ‘favoreggiamento personale’. Nel medesimo contesto, sono stati deferiti in stato di libertà, per gli stessi reati 17 cittadini cinesi.  

DA DOVE E’ PARTITA L’INDAGINE - L’indagine denominata ‘Veneralia’ ha avuto inizio nel mese di aprile 2017, quando una pattuglia dei carabinieri di Palmanova, nel corso di un posto di controllo eseguito nei pressi di un locale centro massaggi, gestito da cittadini cinesi, sottoponeva a controllo una persona che, uscendo dall’esercizio commerciale, alla vista dei militari, cercava di allontanarsi in fretta. Nella circostanza, l’uomo, dopo essere stato condotto in caserma, dichiarava di aver ricevuto, oltre al massaggio, anche prestazioni sessuali dalla massaggiatrice cinese, pagate direttamente alla responsabile del centro. Il personale operante, quindi, dopo aver informato l’autorità giudiziaria, avviava una serie mirata di servizi di osservazione che consentivano di verificare che i clienti abituali del centro in questione erano solo uomini, che confermavano quanto dichiarato del primo teste (posizione confermata anche dai video delle telecamere installate nel centro).

82 CARABINIERI COINVOLTI - Da qui l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per ‘favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione’ nei confronti di 2 persone di nazionalità cinese, tratte in arresto il 26 settembre 2017. Contestualmente, venivano deferite in stato di libertà ulteriori 7 persone, di cui 5 cinesi e 2 italiane, e sottoposti a sequestro il centro massaggi, 11 mila euro in contanti, tre contratti di compravendita di altrettante abitazioni in Cina per un valore complessivo di 750 mila euro e documentazione contabile utile a ricostruire il volume di affari. Le indagini venivano estese ad un ulteriore centro massaggi di Cervignano del Friuli, anche in questo caso con servizi mirati di osservazione e controllo e con attività tecniche, che consentivano di accertare l’esistenza di una rete di collegamento tra i vari centri delle province di Udine e Pordenone, all’interno dei quali era sistematicamente esercitata la prostituzione. Il 21 novembre 2017, i militari, dopo aver verificato che le massaggiatrici e la responsabile stavano abbandonando in tutta fretta il centro massaggi cervignanese, hanno sottoposto a fermo di P.G., in flagranza di reato, 3 cittadine cinesi, sequestrando il centro, 7mila euro in contanti e documentazione contabile utile per il prosieguo delle attività e un’autovettura dal valore di 25mila euro. L’autorità giudiziaria, condividendo pienamente l’attività svolta dai militari, ha poi convalidato i 3 fermi. Le indagini hanno interessato quindi ulteriori 12 centri massaggi nelle province di Udine e Pordenone. Al termine dell’attività, la Procura ha emesso i relativi provvedimenti restrittivi e i decreti di sequestro preventivo dei locali. La fase esecutiva ha visto l’impiego di 82 carabinieri del Comando Provinciale di Udine, collaborati da quelli delle Compagnie di Milano Duomo, Padova e Venezia-Mestre.  Due persone sono ancora ricercate. Nella stessa giornata, oltre ai 12 centri massaggi, del valore di circa 580mila euro, sono stati posti sotto sequestro 30mila euro in contanti, 5 autovetture di grossa cilindrata per un valore complessivo di 130mila euro; documentazione contabile atta a ricostruire il giro di affari nell’ultimo biennio.

L’OPERAZIONE IN NUNERI -  Il rendiconto totale dell’intera operazione, durata quasi un anno, è pertanto di 18 persone arrestate e 24 deferite in stato di libertà; 14 centri massaggi sequestrati, per un valore totale di 650mila euro; 6 autovetture di grossa cilindrata per un valore complessivo di 150mila euro; 48mila euro in contanti.