19 aprile 2019
Aggiornato 17:00
L'evento

I 'Dialoghi sul potere' protagonisti al Future Forum

Nella tappa di Cividale prima giornata con Costa e Zaccaria. Venerdì altri due dialoghi, con Giavazzi e Rossi
I 'Dialoghi sul potere' protagonisti al Future Forum
I 'Dialoghi sul potere' protagonisti al Future Forum

CIVIDALE DEL FRIULI - Dalle sfide alle economie locali, soprattutto quelle europee e italiane delle città d’arte, date dall’aumento crescente dei flussi turistici, ad altre sfide, come quelle dei moderni e attualissimi 'populismi' che, pur mossi da tutt’altre origini, mettono fortemente alla prova le nostre economie e la nostra società. Il filo rosso è stata la prima tappa del Future Forum della Camera di Commercio di Udine, che dopo l’avvio nel capoluogo udinese la scorsa settimana è approdato ora a Cividale, città che ha ottenuto il riconoscimento UNESCO per il suo patrimonio storico come 'I luoghi del potere'. E sono stati infatti due 'Dialoghi sul potere' ad aprire la due-giorni con il primo intervento legato al turismo, di Paolo Costa, di Fondazione di Venezia e Università di Venezia, intervistato dal direttore del Messaggero Veneto Omar Monestier e, a seguire, il secondo con Giuseppe Zaccaria, già Rettore dell’Università di Padova, intervistato dalla direttrice di Telefriuli Alessandra Salvatori. Future Forum lega infatti quest’anno il suo programma alle città UNESCO del territorio e in particolare sviluppa un legame tra le motivazioni alla base del riconoscimento a occasioni di riflessione per uno sviluppo innovativo dei territori.

L'APPROFONDIMENTO SUI POPULISMI - Se Paolo Costa ha ribadito la necessità di affrontare con strategia la crescita esponenziale dei flussi turistici che ci troveremo ad affrontare, partendo dalla comunicazione prima ancora che dal markting, e facendo rete, perché «non c’è modo di raggiungere il turista di domani partendo da soli», con Zaccaria il pubblico a palazzo de Nordis si è concentrato su una riflessione approfondita sul populismo e sui populismi che quest’epoca sta producendo e vivendo, perché proprio le società che passano momenti di crisi e paure sono il sostrato ideale per il loro svilupparsi. Un fenomeno che, secondo Zaccaria, bisognerebbe necessariamente prendere sul serio. Viviamo infatti in una dimensione di 'controdemocrazia', uno stato di agitazione permanente dell’opinione pubblica, diffuso e alimentato ad hoc, un atteggiamento largamente protestatario alla cui base ci sono paure che ci fanno vedere l’altro, il diverso, come un fantasma, un nemico con cui non c’è interlocuzione ma solo contrapposizione. Il populismo è dunque per Zaccaria un «pericolo mortale per la democrazia rappresentativa: tutti i partiti – ha detto – hanno adottato questo linguaggio e questo stile, chi più e chi meno, sono tutti partecipi di questo clima generale e non hanno saputo porre delle contromisure efficaci». Ma ci sono populismi 'positivi'? Zaccaria ha citato uno studio sulla teoria costituzionale americana, correnti che hanno contrapposto all’egemonia della Corte Suprema americana le caratteristiche e il buon senso dell’uomo comune: «Potremmo facilmente ironizzare su questi discorsi – ha sintetizzato Zaccaria –, ma credo che nel ritornare al recupero del buon senso, nella diffidenza contro lo strapotere delle élite, dobbiamo vedere anche degli elementi di verità». E ancor più dobbiamo tornare a recuperare la funzione nobile della politica e della partecipazione.

OGGI DOPPIO DIALOGO A CIVIDALE - Venerdì 16 marzo si proseguirà con un altro doppio-dialogo: alle 17, ci sarà Francesco Giavazzi economista ed editorialista del Corriere della Sera, intervistato da Monestier (il titolo è 'Il futuro dell’Italia') e, alle 18.30, Nicola Rossi, intervistato dal giornalista Domenico Pecile (il tema sarà 'Il cittadino, la politica e i mandati in bianco').