21 giugno 2019
Aggiornato 02:00
Serie A2

Gsa: domenica al Carnera arriva Forlì

Dopo un mese senza basket il pubblico friulano attende il match di udine. Ecco cosa ne pensa la guardia italo-albanese Bushati
Arriva Forlì domenica al Carnera
Arriva Forlì domenica al Carnera

UDINE - Dopo un mese di astinenza, gli sportivi friulani potranno rivedere al Carnera i bianconeri della Gsa Udine che saranno impegnati domenica, dalle 18, contro l'Unieuro Forlì. Ottenuta la vittoria con Piacenza, che ha interrotto un digiuno esterno che durava da oltre tre mesi, c'è bisogno di dare continuità ai risultati in vista del rush finale che definirà la griglia per i playoff. Ancora priva di Nobile, che dovrebbe tornare nella prossima trasferta di Treviso e di Benevelli che deve ancora finire di smaltire i fastidi al braccio ed alla mano che gli hanno impedito finora di allenarsi insieme ai compagni, la Gsa ha in Bushati, insieme a Pinton e Dykes, l'elemento che, con la sua imprevedibilità ed il tiro dalla distanza, può aiutare i friulani a scardinare la difesa romagnola. La guardia italo-albanese così inquadra il momento dei bianconeri ed i prossimi impegni.

Bushati, l'ultima vittoria in trasferta ha riportato la necessaria serenità in casa Gsa?
«Vincere aiuta, venivamo da due brutte sconfitte a Jesi. Avere vinto a Piacenza è stato importante».
E' qui da quasi due mesi. Da un punto di vista personale, come si trova?
«Non è facile cambiare in corso d'opera, momenti di alto e basso ci sono. Continua il mio inserimento in un gruppo ottimo, cerco di rendermi utile partita dopo partita portando la mia pallacanestro che è quella di cercare il tiro migliore mio o di un compagno per poi seguire in difesa le nostre regole».
Adesso che si è fermato Nobile, dovrà dare una mano maggiore come playmaker?
«A livello di serie A facevo il playmaker, quindi non è un problema farlo in A2».
Domenica arriva Forlì, che partita si aspetta?
«Sono le classiche partite dure contro una squadra che è salva anche se difficilmente può qualificarsi per i play-off. Sono sempre partite da prendere con le molle, dobbiamo entrare in campo con la faccia giusta perché, altrimenti, rischi di complicartele; se, invece, riesce ad avere il giusto atteggiamento sin da subito, allora potremo anche esprimere una buona pallacanestro e  divertire noi stessi ed il nostro pubblico».
Mancano poche partite alla fine del campionato, state già facendo un po' di conti su quanti punti sono necessari per una vostra qualificazione ai play-off o vivete la situazione partita dopo partita?
«Quando ho deciso di venire a Udine è perché, guardando la squadra, avevo la presunzione che tutti qui credessero di potere ambire al top, cioè giocare alla pari con Fortitudo, Trieste e Treviso. Arrivare in terza o quarta posizione alla fine della stagione regolare è quello che mi auguro: confrontando i roster, noi non abbiamo nulla in meno di queste squadre, anche perché abbiamo un pubblico fantastico ed una società solida alle spalle. Dobbiamo cercare di avere la forza mentale di queste squadre che sono composte, come noi, da tanti elementi e che hanno come obiettivo vincere, indipendentemente da quanto tempo sono stati in campo».
E' quindi più una crescita mentale quella che deve avere la Gsa per ambire ai posti più alti?
«In qualsiasi campo la testa fa la differenza. Ci sono tanti esempi di gente forte in cui è la testa che fa la differenza, mi vengono in mente Bruttini o Rosselli: non è un caso che a vincere siano sempre gli stessi».