20 febbraio 2019
Aggiornato 19:30
Udine

Salute: stilato vademecum della dieta sana per gli anziani

Presentate le linee guida regionali per i servizi di ristorazione che si occupano di strutture semi residenziali e residenziali per anziani. Apprezzata la flessibilità nell'approccio per il protocollo alimentare a seconda delle diverse strutture interessate
Assessore regionale alla Salute Maria Sandra Telesca
Assessore regionale alla Salute Maria Sandra Telesca Regione Friuli Venezia Giulia

UDINE - Dieta varia, completa e adeguata con alimenti di qualità preferibilmente freschi ma anche attenzione alla salute orale, alla sicurezza alimentare e nutrizionale e all'ambiente in cui vengono somministrati i pasti. Sono questi alcuni degli aspetti delle linee guida regionali dedicate all'organizzazione del servizio di ristorazione delle strutture semiresidenziali e residenziali per anziani in Friuli Venezia Giulia emersi oggi, a Udine nell'auditorium della Regione, in occasione della presentazione del documento.

ELABORATE DA ESPERTI - Le linee guida illustrate oggi e presentate dai direttori della struttura complessa alimenti e nutrizione dell'Azienda sanitaria integrata di Trieste (Asuits), Tiziana Del Pio, e di Udine (AsuiUd), Aldo Savoia, sono state elaborate dai servizi di Igiene degli alimenti e nutrizione dei dipartimenti di prevenzione di tutte le Aziende per l'assistenza sanitaria del Friuli-Venezia Giulia, con la collaborazione di esperti e tecnici delle stesse aziende e degli enti locali.

OBIETTIVI - «Il documento - ha precisato Del Pio - si coordina con gli obiettivi prioritari delle politiche alimentari dell'Organizzazione mondiale della sanità e dell'Unione europea. Entro questo quadro di principi vengono fornite indicazioni concrete per assicurare il benessere, la tutela della salute e del diritto al cibo sano, sicuro e sostenibile delle persone anziane che vivono in case di riposo o altre strutture di accoglienza».

PER IDEARE I MENU' - Nel corso dell'evento sono state affrontate le strategie interdisciplinari che concorrono alla qualificazione della prestazione del servizio di ristorazione «per preparare un cibo sano, sicuro e fisiologicamente protettivo» ha aggiunto Del Pio. In quest'ottica, vengono fornite indicazioni per la definizione dei menù con grammature degli alimenti, calcolo degli apporti energetici di carboidrati e proteine, offrendo indicazioni utili e pragmatiche su come debba svolgersi la giornata alimentare, fino ad individuare un menu base tipo per la popolazione anziana.

LA FORMAZIONE - Sono rilevanti, nel protocollo regionale, anche i programmi di formazione nutrizionale per l'aggiornamento degli addetti impegnati nella preparazione e somministrazione dei pasti che devono conoscere i fabbisogni specifici dei soggetti anziani e i rischi di eventuali carenze o eccessi nutrizionali, devono saper soddisfare i bisogni dell'anziano in presenza di alcune patologie richiedenti approcci dietetici specifici, saper stimare l'effettiva assunzione di cibo da parte dell'anziano e l'entità degli scarti oltre che saper valutare l'eventuale instaurarsi di uno stato di rischio nutrizionale o di malnutrizione.

FLESSIBILITA' - Apprezzate, in particolare dal presidente di Federsanità Anci Fvg, Giuseppe Napoli, le indicazioni del documento sui requisiti di salubrità e sostenibilità degli alimenti nonché la possibilità di valorizzare i prodotti locali e la flessibilità dell'approccio metodologico utilizzato nella stesura del protocollo per una facile applicazione nelle diverse tipologie di strutture assistenziali del territorio. Proprio su quest'ultimo tema è stata dedicata la parte conclusiva del convegno che ha affrontato la declinazione delle linee guida nelle aziende pubbliche di servizi alla persona (Asp) con le esperienze dei direttori generali di tre strutture dislocate sul territorio: Itis di Trieste con Fabio Bonetta, Casa per anziani di Cividale con Denis Caporale, Umberto I di Pordenone con Grazia Bragato.