18 giugno 2019
Aggiornato 05:30
Cronaca

La picchia per l'ennesima volta davanti alla figlia di un anno: in manette

Quando gli uomini dell'Arma sono arrivati, hanno soccorso la ragazza, prima l'hanno portata in pronto soccorso e poi l'hanno accompagnata in caserma
La picchia per l'ennesima volta davanti alla figlia di un anno: in manette
La picchia per l'ennesima volta davanti alla figlia di un anno: in manette Shutterstock

UDINE - Non sopporta più le violenze e dopo l’ennesimo episodio chiama i carabinieri e lo denuncia. L'ultimo episodio che vede per protagonista una donna, maltrattata da un uomo, risale a qualche giorno fa, l’8 marzo, e si è verificato in un comune alle porte di Udine. La coppia, che ormai non sta più assieme, ha una figlia, di appena un anno. In quella giornata, come definito da alcuni accordi fra i genitori, l’uomo avrebbe dovuto passare un po’ di tempo con la piccina.

LA DENUNCIA - Quella sera però la bimba inizia a fare i capricci, non vuole staccarsi dal braccio della mamma. Lui, un romeno 29enne, si innervosisce e accusa la donna di essere lei a istigare la figlioletta per 'indurla' a non passare del tempo con il padre. La donna lo invita a non urlare, perché in quel modo non fa altro che spaventare la figlioletta. Ma lui perde il controllo e inizia a schiaffeggiarla, nonostante la donna avesse in braccio la bambina. La mamma scappa e chiama i carabinieri. Quando gli uomini dell'Arma arrivano, soccorrono la ragazza, prima la portano in pronto soccorso e poi la accompagnano in caserma. E’ li che la ragazza, di origine ucraina, racconta quella storia fatta di un anno di violenze: dopo la nascita della figlia sono iniziati i maltrattamenti e le umiliazioni, una volta è anche ‘spuntato’ un coltello.

L'ARRESTO - Nei giorni seguenti, i militari hanno eseguito una perquisizione a casa del 29enne e hanno trovato il coltello che la ragazza aveva descritto. Dopo la denuncia, il Gip del Tribunale di Udine ha emesso un divieto di avvicinamento che, il 20 marzo, i carabinieri hanno notificato al romeno il quale, nel frattempo, è finito in carcere, era infatti sottoposto alla misura alternativa dell'affidamento in prova, ma a seguito della denuncia è decaduto dai benefici.