23 febbraio 2019
Aggiornato 00:30
Indagini

Hanno presentato ‘comunicazioni di ospitalità’ fittizie: denunciati 33 cittadini stranieri

Gli accertamenti effettuati dalla polizia avevano lo scopo di verificare la genuinità delle comunicazioni presentate dai migranti che si trovano attualmente in provincia e risultano essere entrati in Italia fra il 2015 e il 2016. 
Hanno presentato ‘comunicazioni di ospitalità’ fittizie: denunciati 33 cittadini stranieri
Hanno presentato ‘comunicazioni di ospitalità’ fittizie: denunciati 33 cittadini stranieri Diario di Udine

UDINE – La polizia di Stato di Udine ha denunciato 33 cittadini stranieri, nella maggioranza dei casi afgani e pakistani, richiedenti asilo. Secondo quanto emerso dalle indagini della squadra mobile e dell’ufficio immigrazione, infatti, i migranti avrebbero presentato delle ‘comunicazioni di ospitalità’ fittizie, al fine di ottenere il rinnovo de permesso di soggiorno.

GLI ACCERTAMENTI effettuati dalla polizia avevano lo scopo di verificare la genuinità delle comunicazioni presentate dai migranti che si trovano attualmente in provincia e risultano essere entrati in Italia fra il 2015 e il 2016. 
Secondo quanto stabilito dalla legge, infatti, per coloro che hanno ottenuto il primo permesso di soggiorno in altre province, e che vogliono presentare la domanda alla Questura di Udine, per il rinnovo del permesso di soggiorno, è fondamentale documentare di avere una dimora. Per farlo è necessario presentare una ‘comunicazione di ospitalità’, ovvero dimostrare di essere domiciliati nell’ambito territoriale della provincia udinese.

DELLE PERSONE DENUNCIATE, attualmente in attesa delle decisioni della commissione territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato, nessuna si trova nelle strutture di accoglienza e, di fatto, risultano non avere una fissa dimora. Dei 33 denunciati, cinque sono coloro che hanno concesso l’ospitalità (in un caso, ignoti hanno utilizzato le generalità di un migrante che attualmente è domiciliato all’estero), gli altri, invece, hanno presentato delle comunicazioni di ospitalità false, ottenute a seguito del pagamento una cifra tra i 150 e i 250 euro, a seconda dei casi.