20 febbraio 2019
Aggiornato 19:30
L’analisi

Udine, il punto più basso della storia politica del ‘Destro centro’

Fi, dopo lo smacco subito in Regione, sostiene colui che per mesi ha osteggiato impedendogli di sedersi al tavolo delle trattative. E non è ancora finita...
Udine, il punto più basso della storia politica del ‘Destro centro’
Udine, il punto più basso della storia politica del ‘Destro centro’

UDINE - Pensavamo di avere già visto tutto. Di avere assistito, increduli, alla polverizzazione della politica o a ciò che rimane di essa...Riassumiamo: diciassette candidati (potremmo sbagliarci di uno…non era facile tenere il conto) immolati sull’altare di una trattativa tanto surreale quanto, ahinoi, vera. Forza Italia, nel tentativo di trovare un’alternativa a Riccardi, inviso ai più per la sua totale incapacità inclusiva e inconsapevole che nell’era della morte della politica, il tasso di preparazione è inversamente proporzionale alla capacità di urlare poche cose, magari di pancia ma con il sorriso sulla bocca, è riuscita nell’impresa di disintegrare il partito. Oltre a Riccardi, sacrificato sull’altare di un perdente braccio di ferro con la Lega, anche Blasoni (con l’incazzatura postuma di Berlusconi) e Balloch. Bingo!

IL PEGGIO E’ ARRIVATO A UDINE - Non solo, ma la coordinatrice regionale (è stata lei la regista del harakiri) è riuscita scontentare tutti gli altri papabili alla candidatura regionale per la presidenza del Fvg. Insomma, cose mai viste. Eppure, il fondo non era stato toccato. A cascata, infatti, con l’amplificazione di tutti gli errori, il peggio è arrivato a Udine. Dove, appunto, il Destro centro (neologismo inevitabile con la leadership di Salvini all’interno della coalizione) sta scrivendo l’ultimo capitolo di una saga ineffabile. Questo perché, nelle ore in cui scriaviamo l’articolo, è sempre più accreditata l’ipotesi che si presenti con due candidati: Fontanini ed Enrico Bertossi.

FI SOSTIENE LA PERSONA OSTEGGIATA PER MESI - Il primo è il candidato designato da mesi da tutta la coalizione, eccezion fatta per Bertossi (civica) e Colautti (Autonomia responsabile), che avevano deciso di fare corsa in proprio. Ma mentre il secondo partecipava al tavolo del centrodestra, il primo aveva ottenuto un secco niet. Della serie: tu non sei il benvenuto, visti i tuoi trascorsi da assessore regionale con la giunta Illy. E, udite udite, il veto arrivava proprio da Forza Italia che, nonostante le richieste dei partner – in primis Fratelli d’Italia – aveva posto il divieto assoluto. Poi…Poi, è tutta cronaca di queste ore. Forza Italia, anzi, Savino, irritata dallo scacco matto inflittole dalla Lega con la candidatura di Fedriga in Regione, ha forzato la mano e ha deciso di spaccare il fronte del ‘Destro centro’ suggerendo a Fi di presentarsi in solitaria per la corsa a sindaco di Udine. E lo ha fatto incornando quell’Enrico Bertossi che per mesi aveva cacciato nell’angolo, impedendogli di partecipare al tavolo delle trattative. E non è ancora tutto.

L’OMBRA DI SARO…- Ferruccio Saro, che esce dalla vicenda regionale come un trionfatore giacché da oltre un anno si era messo al lavoro per la candidatura di Fedriga, è anche sponsor di Bertossi. Ma è pure sponsor dell’accordo tra Regione speciale e Progetto Fvg (lista a supporto di Fedriga). Fatto è che Progetto Fvg ha stretto un accordo con Identità civica di Loris Michelini che mai stringerebbe patti politici con Bertossi…
E’ sabato sera. Il condizionale è d’obbligo. La confusione regna sovrana. E la polverizzazione della politica fa sì che tutto può essere metabolizzato. Anche questa incredibile, folle campagna elettorale.