20 aprile 2019
Aggiornato 17:00
Prossimo appuntamento mercoledì 28 marzo

Più competenze imprenditoriali e condivisione diffusa per raccontare città e siti turistici

Se n’è discusso alla prima giornata di Palmanova del Future Forum della Camera di Commercio di Udine

PALMANOVA - Saper 'raccontare' le città e i siti museali e turistici è oggi un’esigenza imprescindibile per migliorare l’offerta del territorio, ma è un compito complesso. Richiede competenze imprenditoriali e la disponibilità a mettere insieme professionalità diverse, una maggiore fiducia reciproca nel rapporto pubblico-privato e un nuovo approccio, in cui città, musei, enti del turismo non si mettano sul piedistallo come unici depositari della conoscenza sui propri contenuti, ma si aprano alla conoscenza diffusa delle persone, esperti ma anche semplici appassionati e visitatori stessi, sapendo dialogare con esse, anche grazie alle potenzialità della tecnologia, per produrre un’esperienza più efficace e coinvolgente. Temi al centro della tappa di Palmanova del Future Forum della Camera di Commercio di Udine, che nella prima delle due giornate (la prossima sarà mercoledì 28) ha proposto un viaggio ideale dalle audioguide ai nuovi media per il visitatore con gli interventi di Ilaria D’Uva (Studio D’Uva, inventore delle audioguide in Italia e oggi punto di riferimento dell’innovazione e le tecnologie per le visite turistiche e culturali), Daniela Gorelov-Elasbat (managing director di Acoustiguide Inc. Madame Tussauds / Merlin Entertainments Group), Marlene Marie Dixon (Museum blogger, specialista in social media e audience development), Donata Levi dell’Università di Udine e Saverio D’Eredità di Friuli Innovazione.

L'IMPORTANZA DI SAPER RACCONTARE - In Italia, ha spiegato D’Uva, un punto di debolezza è spesso la sostenibilità dei progetti di 'racconto' delle città e dei musei, una debolezza da cui però svoltare anche con una più efficace relazione tra pubblico e privato: «Tanti progetti nascono, ma non avendo una strategia a monte spesso naufragano in fretta. Prima ancora di decidere quali tecnologie usare è necessario avere chiaro come un progetto si può sostenere dal punto di vista economico». Un esempio è stato portato dalla professoressa Levi, che ha presentato un prototipo progettuale del 2007, InfoBc, per raccontare le città del Friuli, attraverso itinerari creativi, sviluppi di 3D ma anche condivisione con i social. «Raccontare una città è più difficile che raccontare un museo – ha detto ancora D’Uva –: come far sapere alle persone che ci sono tecnologie a disposizione della visita sul territorio?». Per la Gorelov, è risultato più efficace e di successo «concentrarsi su una singola esperienza nella città: in questo caso la tecnologia è più efficace ed è anche economicamente più sostenibile. A Miami c’è un progetto efficacissimo da questo punto di vista: un’installazione di 'art graffiti' che si sviluppa ogni giorno e sta diventando attrazione turistica essa stessa, un’installazione che continua a crescere e che ha richiesto la formazione di guide dal vivo, quindi nuova occupazione e idee con futuro». Un futuro in cui, per la museum blogger Marlene Dixon i cittadini saranno sempre più coinvolti nella produzione di esperienze per la cultura e il turismo. «I musei stanno capendo che non sono i soli contenitori di conoscenza, ma che devono rivolgersi alle persone, esperti o semplici appassionati, felici di condividere storie e informazioni. Ed è proprio l’integrazione di più competenze e professionalità che, messe a sistema, rappresenta il futuro». Un’integrazione che è una delle caratteristiche del progetto di Friuli Innovazione presentato da Saverio D’Eredità. Il progetto Atlas, partito da alcune considerazioni: «Il potenziale del settore delle industrie culturali e creative, ma in cui spesso manca una vera dimensione e preparazione imprenditoriale e dall’altro lato il potenziale di Friuli Innovazione, dove ci sono imprese che producono app, molte delle quali d’eccellenza, a cui però non è sempre facile dare una continuità». Atlas è finanziato dal Programma Interreg Italia-Croazia e ha alla base, tra l’altro, i cosiddetti mash-up, «incontri in cui mettiamo insieme competenze diverse, dagli artisti agli specialisti di tecnologie a fruitori, per progettare esperienze che mettono l’utente al centro del processo di innovazione».

SI TORNA A PALMANOVA IL 28 MARZO - Future Forum sarà nuovamente a Palmanova mercoledì 28: un workshop alle 15 e un incontro aperto al pubblico alle 18, incentrato sulle opportunità maggiori e i  vantaggi che derivano nello sviluppo dell’economia e del turismo nella collaborazione e nelle reti. Interverranno Paolo Zanenga, di Connection scholè, progetti complessi territoriali (I patrimoni culturali come poli eco sistemici); Mauro De Bona, strategie di impresa (Dagli 'egosistemi' agli 'ecosistemi': competere e cooperare in mercati complessi), Alessandro Garofalo, laboratori di innovazione (Il valore della comunicazione di un bene UNESCO nel proprio ambiente, istituzione, territorio), Bruno Felicetti, Direttore Azienda per il Turismo della Val di Fiemme (Fare sistema in un territorio), Luca Caburlotto, Direttore Polo Museale del Fvg (I musei si parlano. Il sistema museale nazionale alla luce della recente normativa). Modera l’incontro il rettore dell’Università di Udine Alberto Felice De Toni.
Per prenotare gli appuntamenti del Forum, friulifutureforum@ud.camcom.it  o chiamando lo 0432.273537. Il programma completo, i video e i reportage della manifestazione sono sempre disponibili e aggiornati su http://www.friulifutureforum.com.