12 dicembre 2018
Aggiornato 09:00

Viticoltura, via libera alle varietà resistenti

La Regione sostiene la riconversione dei vigneti e la possibilità di inserire vitigni resistenti alle principali fitopatie, frutto di una ricerca condotta da Regione, Università di Udine, Istituto di genomica applicata e privati
Novità sulla viticoltura nel territorio
Novità sulla viticoltura nel territorio (Regione Friuli-Venezia Giulia)

UDINE - I finanziamenti pubblici per il sostegno alla riconversione e ristrutturazione dei vigneti includeranno da oggi anche la possibilità di utilizzo di vitigni resistenti. È questa una delle principali novità introdotte dalla Giunta regionale con l'approvazione delle modifiche al regolamento che applica il regime di sostegno comunitario alla riconversione e ristrutturazione dei vigneti a partire dalla campagna vitivinicola 2017/2018.

MODIFICHE NECESSARIE - Le modifiche si sono rese necessarie, da un lato, per recepire quanto previsto dal regolamento di esecuzione della Commissione europea sulla misurazione delle superfici vitate, dall'altro, per tener conto dell'esperienza maturata nell'applicazione della normativa regionale in materia di ristrutturazione e riconversione dei vigneti e di diverse esigenze espresse dal mondo vitivinicolo.

FRUTTI DELLA RICERCA - La novità principale riguarda la possibilità di inserire, tra le varietà di vite utilizzabili nella misura, le varietà resistenti alle principali fitopatie, recentemente inserite nel Piano nazionale di sostegno al settore. Si tratta di vigneti oggetto di una ricerca condotta in sinergia tra Regione Friuli Venezia Giulia, Università di Udine, Istituto di genomica applicata e partner privati, che ha avuto riconoscimento nazionale e europeo per la valenza in termini di innovazione e sostenibilità ambientale.