5 agosto 2020
Aggiornato 19:00
Cronaca

La Protezione Civile del Fvg interviene a tutela dell’archivio storico Snia Viscosa

Il Comune ha coordinato le operazioni di recupero di parte dell’archivio storico seriamente minacciato dai topi, dalle infiltrazioni d’acqua e dai primi crolli di calcinacci e cornicioni
La Protezione Civile del Fvg interviene a tutela dell’archivio storico Snia Viscosa
La Protezione Civile del Fvg interviene a tutela dell’archivio storico Snia Viscosa

TORVISCOSA - La storia di una delle più grandi aziende italiane del Novecento è depositata in condizioni sempre più precarie in uno dei capannoni in dismissione all’interno dell’area ex Caffaro di Cesano Maderno (MB). Parliamo dell’archivio storico della SNIA Viscosa, che comprende la documentazione di tutte le svariate società che negli anni hanno fatto parte del gruppo SNIA Caffaro, oggi in amministrazione straordinaria. Tra queste c’era anche la Saici (Società anonima agricola industriale per la produzione italiana di cellulosa), fondata nel 1937 in Friuli, dove essa stessa ha dato origine a una piccola company town che ha l’aspetto delle città di fondazione fascista degli anni Trenta: Torviscosa. Ed è proprio il piccolo comune di Torviscosa (oggi 2.800 abitanti) l’unico ente pubblico che in questi anni si è dato da fare per salvaguardare questo patrimonio storico e garantirne per quanto possibile la sopravvivenza. A partire dal 2013, con l’indispensabile collaborazione del commissario straordinario Snia, volontari di Torviscosa e amministratori (tra cui lo stesso sindaco) si sono recati periodicamente a Cesano Maderno per recuperare, dapprima, la documentazione relativa alla Saici e poi, via via, le parti più importanti dell’archivio storico Snia.

L’INTERVENTO - Quando, alcuni giorni fa, il Comune è venuto a sapere che l’accesso all’archivio di Cesano si era reso difficile a causa della caduta di alcune parti dei cornicioni esterni alla struttura, la decisione è stata immediata: intervenire con il supporto della Protezione Civile regionale. Dopo avere ottenuto l’assenso, il Comune di Torviscosa e quello della vicina Bagnaria Arsa hanno allestito e inviato nella cittadina lombarda due squadre di volontari coordinate dall’assessore alla cultura del Comune di Torviscosa. A Cesano, dopo aver verificato l’effettivo stato di fatto della struttura (caduta di alcuni pezzi di cornicione all’esterno dell’edificio, inizio di infiltrazioni d’acqua all’interno dell’archivio, vegetazione che s’infiltra dalle finestre e presenza di topi tra i cartolari), i volontari della Protezione Civile hanno prelevato circa cinquanta metri di materiali archivistici che sono poi stati portati a Torviscosa. Va ricordato che sino ad oggi sono stati trasferiti da Cesano circa 250 metri di documenti e circa 6.000 lastre fotografiche. Il Comune di Torviscosa, con l’aiuto di studenti in alternanza scuola-lavoro, ma anche di lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, sta digitalizzando questi documenti per poterli pubblicare (per ora con una descrizione essenziale) nel sito web dedicato alla storia della cittadina ww.cid-torviscosa.it.

UN GRAN LAVORO - «Il lavoro da fare è enorme – commenta l’assessore alla Cultura – e richiede importanti finanziamenti che finora sono arrivati solo dalle aziende private insediate nel territorio, in particolare dalla Bracco S.p.A. che ha anche messo a disposizione alcuni suo locali all’interno dell’area industriale di Torviscosa per sistemare temporaneamente i documenti, ma è evidente che bisogna trovare un’altra soluzione. Stiamo cercando di sensibilizzare gli Enti competenti e la Regione sull’importanza di questo archivio, che secondo noi potrebbe trovare un’adeguata collocazione nell’ex teatro di Torviscosa contribuendo così anche a ridare vita e dignità a uno degli edifici storici della città di fondazione del Novecento. Per quanto riguarda invece l’attività di inventariazione, stiamo lavorando a una convenzione con l’Università di Udine che ha uno specifico corso di studi in Archivistica e sappiamo inoltre di poter contare sul supporto della Soprintendenza archivistica regionale».