26 settembre 2018
Aggiornato 09:30

Immigrazione, Serracchiani: «Fedriga dica adesso dove farà grandi centri di raccolta»

Per la deputata dem «governare è  sempre scomodo, mentre è facile lanciare proposte che in un primo momento sembrano la soluzione a tutti i problemi»
Immigrazione, Serracchiani: «Fedriga dica adesso dove farà grandi centri di raccolta»
Immigrazione, Serracchiani: «Fedriga dica adesso dove farà grandi centri di raccolta» (Regione Friuli Venezia Giulia)

UDINE«L'alternativa all'accoglienza diffusa sono i grandi centri di raccolta: non basta dire che si cambia, Fedriga ha il dovere di dire ai cittadini, adesso, dove intende collocare i grandi centri di raccolta profughi. Perché l'alternativa è il ritorno a quel sistema, che nessuno voleva» . Così la deputata del Pd Debora Serracchiani replica al candidato del centrodestra alla presidenza del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, che ha criticato il sistema dell'accoglienza diffusa nella gestione dei migranti. 

L'ATTACCO DI SERRACCHAINI - Per Serracchiani «governare è  sempre scomodo, mentre è facile lanciare proposte che in un primo momento sembrano la soluzione a tutti i problemi. Poi però bisogna gestire i territori, e sappiamo cosa significano questi hotspot in termini di sicurezza. Perché non è corretto far credere che si rinchiuderanno alcune migliaia di profughi in due o tre caserme in regione da cui nessuno uscirà, per il semplice fatto che non è possibile. Fedriga abbia piuttosto la coerenza di dire che la Lega farà approvare, assieme ai 5 Stelle, una legge ad hoc che metterà in carcere, tutti assieme e per un tempo indefinito, clandestini e richiedenti asilo che non hanno commesso reati»«E' giusto che il prossimo Governo sia messo alla prova - ha continuato Serracchiani - anche sul pezzo forte dei migranti, su cui ha vinto le elezioni politiche. Ma Fedriga non prometta di fare quello che non sarebbe in suo potere da presidente di Regione».

LA QUESTIONE ECONOMICA - «Mi fa piacere sapere che anche Fedriga vuole andare a trattare gli accordi finanziari con il prossimo Governo - ha aggiunto l'esponente dem - e farsi restituire quello che Tondo ha regalato a Tremonti. Saremo con lui a battere i pugni sul portone di Palazzo Chigi, esattamente come abbiamo fatto noi per cinque anni, recuperando centinaia di milioni».