Eventi & Cultura | Dal 10 al 13 maggio

‘Succede ad Aleppo’: Quirico vince la XIV edizione del Premio Terzani

Lo ha annunciato a Milano, giovedì 12 aprile, nella suggestiva sede della Sacrestia del Bramante di Milano, la presidente della Giuria Angela Terzani

‘Succede ad Aleppo’: Quirico vince la XIV edizione del Premio Terzani
‘Succede ad Aleppo’: Quirico vince la XIV edizione del Premio Terzani (Luca d'Agostino)

UDINE - ‘Succede ad Aleppo’, l’intenso affresco sulla guerra civile in Siria a firma dell’inviato della Stampa Domenico Quirico - edito da Laterza - vince la XIV edizione del Premio Letterario Internazionale Tiziano Terzani, che entra dunque nel vivo dell’attualità del nostro tempo affrontando un tema centrale per gli scenari del mondo. Lo ha annunciato a Milano questa mattina, giovedì 12 aprile, nella suggestiva sede della Sacrestia del Bramante, la presidente della Giuria Angela Terzani. Domenico Quirico sarà premiato sabato 12 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine (alle 21) nel corso di una serata-evento, da sempre il momento più atteso del Festival vicino/lontano, che nel 2005, in collaborazione con la famiglia Terzani, ha istituito il Premio. Il festival, quest’anno alla sua XIV edizione, è in programma a Udine dal 10 al 13 maggio. La Giuriache ha assegnato il prestigioso riconoscimento è composta da Giulio Anselmi, Enza Campino, Toni Capuozzo, Marco Del Corona, Andrea Filippi, Àlen Loreti, Milena Gabanelli, Nicola Gasbarro, Ettore Mo, Carla Nicolini, Paolo Pecile, Valerio Pellizzari, Peter Popham, Marino Sinibaldi. 
 
L’AUTORE - «Un mondo occidentale distratto, inerte, per anni ha guardato senza vedere i morti e le macerie siriane - ha spiegato Angela Terzani nel corso della proclamazione - Domenico Quirico, cronista in quel paese, si è accorto invece che ‘l’alchimia delle sue parole’ non riusciva più a trasmettere quel caos barbaro e impunito. Nelle pagine di ‘Succede ad Aleppo’ mette da parte i termini enfatici, dirompenti, che nei racconti di guerra tradizionalmente sembrano voler competere con il rumore delle bombe e il colore del sangue. Nonostante le lunghe esperienze nelle periferie disperate del mondo l’occhio dell’autore non conosce quella patina insidiosa, grigiastra, di chi ha già visto tutto e conosce già il peggio. Nell’epoca in cui milioni di persone si accaniscono su una tastiera per commentare notizie sfacciatamente bugiarde o per inseguire esili promesse virtuali questo libro percorre un itinerario faticoso, inesplorato. Per i suoi inediti, teneri necrologi di guerra, per questa scrittura eretica di fronte alla carneficina siriana e alla indifferenza della opinione pubblica, la giuria affida a ‘Succede ad Aleppo’ il premio Terzani 2018». E Domenico Quirico ha dichiarato: «Oggi scrivere - di Aleppo, di Siria, di guerre, di Migrazione di profughi - è un atto obbligatorio. Contro il silenzio: opaco, atroce, inumano. È la lezione di Tiziano Terzani. Sui giornali finché esisteranno, nei libri, con le immagini, le parole: guardare, ascoltare impregnarsi della violenza del mondo e scrivere. Scrivere per disfarsi dei pregiudizi, dell'illusione di aver già compreso tutto, della paura». 

IL LIBRO - «In questo libro - ha commentato Angela Terzani -  Quirico non ci dice perché in Siria sia scoppiata la guerra civile. Ha scelto con chi stare: con l’Armata siriana libera di Aleppo che con un coraggio che non ha niente di brutale si difende contro i soldati di Assad. Non ci dice quanti sono i morti dall’una e l’altra parte. Sa che contarli non ci dice ancora niente sulla guerra. La guerra è quel bambino che ti sorride e un attimo dopo è ucciso da una scheggia; è quell’elicottero che ronza sopra i tetti e il momento in cui esci di casa ti spara; è quella camera da letto al terzo piano, senza scala e senza muri e senza umani; sono quegli uomini col kalashnikov appostati dietro l’angolo che hanno paura. Alla fine non sai ancora perché combattano in Siria, ma sai un po’ di più sull’uomo, il suo idealismo, il rammarico con cui muore. Per potercelo dire il giornalista dev’essere tornato a essere un semplice uomo. Anche di questo vorremmo ringraziarlo».