Cronaca | L'appello

Poste: chieste più attenzioni e risorse per il Fvg

Disservizi nel recapito, personale in calo e sempre più sottopressione. Il sindacato chiede per il territorio un adeguato numero di assunzioni e stabilizzazioni dei precari previste dal nuovo contratto nazionale

BAGNARIA ARSA - Uffici sempre più ridotti negli organici a causa di esodi incentivati cui non ha fatto seguito alcun turnover. Personale dall’età media sempre più elevata e sempre più sottopressione, stretto tra procedure farraginose e pressing commerciale, e proteste dei clienti spesso originate dai disservizi del recapito a giorni alterni. E’ la difficile situazione delle Poste in regione fotografata a Bagnaria Arsa dal segretario generale della Uil Poste Fvg Paolo Ceci nel corso del XVII congresso che lo ha riconfermato nell’incarico.

LE CRITICITA' DEL SISTEMA - «Come Uil Poste Fvg avevamo da subito segnalato il rischio dell'insostenibilità del modello di recapito ‘a giorni alterni’ esteso a più province nell’autunno 2016, accompagnato da troppi tagli e problemi organizzativo-gestionali - ha affermato Ceci nel corso della sua relazione introduttiva. La situazione si è rivelata anche peggiore del previsto. «Troppo tempo è trascorso senza un reale confronto: si pensi che l'ultimo incontro ufficiale dall'avvio dei Centri di Gorizia, Pordenone e Trieste è avvenuto ad ottobre 2016, presente la sola Uil Poste».  A pesare è stato anche l’incremento delle commesse Amazon che hanno rivoluzionato il sistema e il lavoro anche nel settore postale, portando alla ridefinizione di un impegnativo Accordo nazionale di ulteriore revisione del recapito, che in regione prenderà avvio il 16 aprile a partire da Cervignano del Friuli. «Un'organizzazione del lavoro tutta da verificare con nuovi orari anche pomeridiani per raccomandate e pacchi ed inedite flessibiltà dettate dalla volontà di riduzione dei disservizi e di crescita nel settore ‘e-commerce’ più remunerativo ed in forte incremento, ma contraddistinto da una concorrenza sempre più forte che ha prodotto deregulation e dumping sociale. E' quanto mai necessaria - prosegue Ceci - un'urgente normativa di settore per evitare una concorrenza basata sullo sfruttamento e sull'abbassamento di salario, diritti e tutele. Il caso dei fattorini Foodora non è certo isolato».

SERVONO MAGGIORI STABILIZZAZIONI - Tra luci e ombre, un dato positivo della riorganizzazione postale riguarda gli accordi sulle politiche attive del lavoro, con assunzioni stabili tra i lavoratori a tempo determinato del recapito: ne sono previste 6mila a fronte di 15mila esodi incentivati nel triennio. Tempi e criteri delle assunzioni sono in via di definizione ai tavoli nazionali. Ma la Uil Poste del Friuli Venezia Giulia chiede che «questa regione, dove la situazione del recapito è notoriamente tra le più critiche, venga prontamente interessata da un congruo numero di stabilizzazioni». Oltre al rinforzo degli organici e al necessario turnover «ciò dovrebbe consentire anche ricollocazioni di personale verso gli uffici postali che versano in annose difficoltà per un costante calo degli applicati e dove crescono invece età media e demotivazione». Ceci ha anche criticato il decentramento delle strutture direzionali verso il Veneto, chiedendo a Poste  «maggiore attenzione ad una regione spesso sottovalutata» e "strumenti e risorse adeguati per fornire servizi di qualità accessibili a tutti, riuscendo a coniugare necessità di profitto con la forte vocazione sociale di Poste Italiane». I lavori sono stati chiusi dal Segretario generale UIL Poste Claudio Solfaroli Camillocci. Oltre al segretario Paolo Ceci sono stati eletti come componenti di segreteria Simone Bregolin, Lorenzo Cosoli, Karen G. Perossa e Michele Rossi. Tesoriere Roberto Vatta.