12 dicembre 2018
Aggiornato 09:00

Lo psicologo americano Hughes a Udine per il lancio della nuova terapia per bambini abusati

La direttrice del Centro Naven, Esther Pedone: «Un onore per la città ospitare il luminare»
Lo psicologo americano Hughes a Udine per il lancio della nuova terapia per bambini abusati
Lo psicologo americano Hughes a Udine per il lancio della nuova terapia per bambini abusati (Wikipedia)

UDINE - Un nuovo metodo per aiutare bambini e adulti vittime di abusi. Direttamente dall'America con piano operativo nella nostra città.  A lanciare per la prima volta in Italia una particolare metodologia psicoterapica sarà lo psicologo americano Daniel Hughes invitato dall'Istituto d’eccellenza di Formazione 'Naven' di Udine fondato e diretto dalla psicoterapeuta Esther Pedone. Daniel Hughes, psicologo clinico della Pennsylvania, parlerà a operatori del settore, psicologi, psichiatri, medici, assistenti sociali, giovedì 3 maggio all'hotel Astoria, dalle ore 9 alle ore 18. Per la prima volta, e in prima persona, terrà in Italia nelle giornate precedenti al Convegno il training di secondo livello sul suo approccio rivolto ai didatti psicoterapeuti del Centro Naven. Saranno loro i primi ad introdurre sul territorio regionale la psicoterapia «Diadica Evolutiva», quella ‘inventata’ appunto dallo specialista americano. «Per la nostra scuola – dichiara la direttrice e fondatrice di Naven – è un onore poter ospitare questo luminare che sta rivoluzionando l'approccio verso bambini e giovani vittime di abusi o cresciuti fra trascuratezze e disinteresse; è noto che le persone oggetto di abusi e trascuratezza sono esposte a rischi elevati di gravi difficoltà dello sviluppo neurologico, emotivo, cognitivo e comportamentale».

TERAPIA - Il nuovo modello americano 'importato' anche a Udine grazie al Centro d'eccellenza Naven integra le ricerche più recenti nelle aree della neurobiologia del trauma, della teoria dello sviluppo nella prima infanzia e della teoria dell’attaccamento. Inoltre realizza un approccio terapeutico in grado di aiutare i professionisti a comprendere e supportare in modo efficace i bambini con problemi di traumi dell’attaccamento e i loro familiari; aiuta gli operatori a comunicare piacevolezza, accettazione, curiosità ed empatia, elementi fondamentali per aiutare il bambino a regolare le sue emozioni legate alle esperienze passate (spesso costituite da paura, vergogna e rabbia); riconosce il ruolo essenziale che genitori adottivi, affidatari e operatori di case-famiglia hanno nel recupero dei bambini traumatizzati.