Economia | La presa di posizione

Negozi aperti 25 aprile e 1° maggio: insorge la politica

Una situazione che non piace alla politica, Pd e Movimento 5 Stelle su tutti

Negozi aperti 25 aprile e 1° maggio: insorge la politica
Negozi aperti 25 aprile e 1° maggio: insorge la politica (Adobe)

UDINE – Negozi aperti nelle giornate del 25 aprile e del primo maggio. Una situazione che non piace alla politica, Pd e Movimento 5 Stelle su tutti, ma che di fatto non può essere impedita dopo la bocciatura della legge regionale che avrebbe dovuto imporre 10 chiusure annuali. Sul tema intervengono Sergio Bolzonello e Cristian Sergo.

LA POSIZIONE DI BOLZONELLO - «Bisogna continuare e lottare e a rilanciare per difendere il diritto del mondo del commercio a passare le festività più importanti a casa». Sergio Bolzonello, candidato del centrosinistra alla presidenza del Friuli Venezia Giulia, rivendica la legge 4/2016 sul commercio, poi impugnata dallo Stato, che imponeva 10 chiusure obbligatorie nelle giornate del 1° gennaio, Pasqua, lunedì dell'Angelo, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1 novembre, 25 e 26 dicembre. «Si tratta - rimarca Bolzonello - di una scelta di civiltà e nell’anno in cui è stata in vigore la legge 4/2016 abbiamo visto dei grandi risultati benefici al punto che oggi il grande mondo delle cooperative ha scelto di tenere chiusi i negozi senza la necessità di una legge. Penso che i tempi siano maturi perché il Parlamento prenda atto di questa richiesta che è di tante famiglie. Quando ho fatto la legge regionale, sapevo che sarebbe stata durissima, ma ho lanciato con coraggio una sfida». «Su questo tema - evidenzia Bolzonello - dovremmo avere il coraggio di copiare la Germania, consentendo quindi a ogni Regione di poter scegliere in maniera autonoma, e noi forti della nostra autonomia abbiamo già deciso da che parte stare. Chiaramente non possiamo pensare di imporre la chiusura dei negozi nelle località turistiche, dobbiamo però mettere un argine e consentire alle famiglie e ai lavoratori di avere dei momenti per stare insieme, soprattutto in un momento storico in cui le famiglie hanno bisogno di momenti di condivisione», conclude.

LE PAROLE DEI CINQUESTELLE - «Sono passati 5 anni da quando il MoVimento 5 Stelle ha depositato a Roma la proposta di legge per superare il regime di liberalizzazione selvaggia che consente ai centri commerciali e alla grande distribuzione di rimanere aperti tutti i giorni dell’anno, festivi compresi, come accadrà infatti domani 25 aprile e il prossimo 1 maggio che, ironia della sorte, è proprio la festa dei lavoratori». Questo il commento del consigliere regionale M5S Cristian Sergo alla notizia che, come sempre, non si procederà alla chiusura dei negozi, ma anzi si lavorerà a pieno regime. Una misura che paradossalmente doveva tutelare la concorrenza tra operatori di fatto ha acuito la disparità competitiva tra grandi e piccoli commercianti, a scapito dei piccoli naturalmente. «Il risultato - sottolinea Sergo - è il gran numero di serrande abbassate, l’aumento dei precari chiamati a ore nelle grandi catene e nessun abbattimento dei prezzi al consumo. Un fallimento sotto tutti i punti di vista, che noi abbiamo tentato di scongiurare, portando all’attenzione del Consiglio regionale questa tematica già nel settembre del 2013, appena eletti, facendo approvare all’unanimità una mozione rimasta lettera morta in quanto i vecchi partiti a Roma nulla hanno fatto in questi anni per mettere mano a una normativa iniqua». «La soluzione per risolvere questo e gli altri gravosi problemi che affliggono questo Paese - conclude  il consigliere pentastellato - può darla solo un governo a cinque stelle».