Cronaca | La cerimonia

25 aprile, il sindaco di Udine ricorda partigiani, alleati e infoibati

Il primo cittadino ha auspicato che il 25 aprile in Italia possa diventare ciò che è il 4 luglio in Usa e il 14 luglio in Francia: un festa di tutti

25 aprile, il sindaco di Udine ricorda partigiani, alleati e infoibati
25 aprile, il sindaco di Udine ricorda partigiani, alleati e infoibati (Paviotti)

UDINE – Non ha nascosto l’emozione Carlo Giacomello, sindaco in carica di Udine, nel pronunciare il suo primo discorso del 25 aprile in piazza Libertà. Ricordando la scelta di attribuire a Udine la Medaglia d’oro per i giorni da protagonista nella guerra di Liberazione, Giacomello ha ricordato i tanti partigiani e valorosi uccisi per i loro ideali di libertà e di resistenza, così come alcuni dei soldati britannici sepolti (gran parte senza nome) nel cimitero di guerra inglese di Tavagnacco. «Ma in questa giornata – ha detto il sindaco – non possiamo dimenticare neanche le vittime delle foibe del Carso istriano, conteso tra Italia e Jugoslavia». «Ecco, ho voluto racchiudere nel ricordo nomi con storie diverse, che il tempo ha diviso, ma che oggi, a 73 anni di distanza, la storia riunisce. Li riunisce perché era unico lo scopo che li motivava. Unico il sogno che li accomunava – ha concluso –. Un’Italia non più sotto il giogo della dittatura, un Paese libero dal regime del terrore: in poche parole, un’Italia Unita e Libera».

Giacomello ha anche espresso un personale auspicio: «La storia ci ha fatto capire quale fosse la parte giusta e quale quella sbagliata. Ed è in occasioni come quella di oggi che la storia è presente e guida il nostro cammino. Una storia che quando diventa ricorrenza nazionale non può e non deve essere di parte. Per questo vi dico che il più bel segno che potremmo dare al nostro Paese è fare del 25 aprile la ricorrenza di tutti gli italiani per festeggiare la conquista della libertà. Un 25 aprile che possa diventare quello che è il 14 luglio per i francesi o il 4 luglio per gli americani. La festa di un popolo intero che guarda a quello che ci unisce piuttosto che a quello che ci divide».

Una ricorrenza, quella del 25 aprile, su cui è intervenuto anche il segretario regionale del Pd Fvg, Salvatore Spitaleri, anche lui presente in piazza Libertà. «Mai come quest’anno dobbiamo tenere alta la guardia contro i rigurgiti fascisti che, anche in Friuli Venezia Giulia, resistono e sembrano fortificarsi, complice una certa politica omertosa se non addirittura ammiccante». Secondo Spitaleri «è solo di poche settimane fa il caso degli adesivi antisemiti nel centro di Udine, ma possiamo ricordare anche Macerata, le parole sulla razza del governatore lombardo Fontana, il blitz degli skinhead a Como. E sono solo gli esempi più noti. Sono tutti segnali di un clima di estremismo, odio e intolleranza che pensavamo appartenere ad altri tempi, ma che invece riappare in tutta la sua gravità. Credo che questo clima sia appesantito da un atteggiamento di reticenza da parte di certa politica che, pur di fomentare paure e inquietudini delle persone, tace o addirittura allude in modo subdolo». «Noi siamo diversi – osserva Spitaleri – e questa politica non ci appartiene né ci apparterrà mai. Continueremo ad attingere ai valori della Resistenza per consolidare la nostra identità e costruire un futuro di speranza. La nostra storia repubblicana e democratica affonda le radici nella lotta antifascista e nella Liberazione, ed è bene rimarcarlo con forza e chiarezza».