13 dicembre 2018
Aggiornato 10:30

Servizio Fs in Fvg: per i pendolari bene Trenitalia, bocciata la giunta Serracchiani

Per i rappresentanti dei viaggiatori è mancato il dialogo e la programmazione ad ogni livello con la Regione
Servizio Fs in Fvg: per i pendolari bene Trenitalia, bocciata la giunta Serracchiani
Servizio Fs in Fvg: per i pendolari bene Trenitalia, bocciata la giunta Serracchiani (Pendolari)

UDINE – I pendolari del Fvg danno le pagelle alla giunta Serracchiani. E i voti non raggiungono la sufficienza. A salvarsi è solo Trenitalia, a cui viene riconosciuto il cambio di rotta messo in atto negli ultimi mesi. A prendere posizione è Andrea Palese.

RAPPORTO REGIONE-PENDOLARI  - «Al termine della legislatura – scrivono i pendolari Fvg – facciamo il punto della situazione sul servizio ferroviario in regione, dando un giudizio su cosa è stata fatto e cosa rimane da fare. Gran parte delle aspettative dei pendolari che erano state riposte nella giunta Serracchiani sono svanite nel tempo. Al contrario delle giunte precedenti (Illy e Tondo), quella di Serracchiani partiva con tutte le condizioni per svolgere un ottimo lavoro, grazie al rinnovamento del parco rotabile, alla ristrutturazione nell'organizzazione aziendale di Trenitalia e alla collaborazione dei Comitati dei Pendolari che non è mai mancata. Se il rapporto Pendolari-Trenitalia si è consolidato grazie a un costante dialogo che ha permesso di instaurare una proficua collaborazione, con la Regione è mancato ogni tipo di confronto. Emblematico – aggiungono i rappresentanti dei pendolari – il fatto che l'assessore alla Mobilità, Mariagrazia Santoro, ha deciso di chiudere il Tavolo di Lavoro dei Pendolari, istituito nel 2009 dall'allora assessore Riccardi, sede del confronto tra utenti, Regione e Trenitalia, marcando così una netta distanza tra regione e Comitati. Insufficiente è stato pure l'operato dell'Ufficio Mobilità, il quale è mancato nella programmazione del servizio, distinguendosi solo per l'immobilità».

PUNTUALITA' AL VERTICI - «Nonostante ciòcontinuano  grazie al lavoro della Direzione Regionale Trenitalia, diretta prima da Simone Gorini e attualmente da Elisa Nannetti, dal 2015 ad oggi il Fvg ha raggiunto performance che hanno portato il servizio ai vertici delle classifiche nazionali. Nel 2017 il Fvg è stata la Regione più puntuale d'Italia con oltre il 95%, precedendo la virtuosa Provincia di Bolzano. L'arrivo del nuovo materiale rotabile unitamente al nuovo modello organizzativo di Trenitalia hanno permesso al servizio di fare il salto di qualità. Avere un servizio puntuale e affidabile però non basta, soprattutto quando orari, coincidenze, numero di corse risultano inadeguate alla necessità di mobilità degli utenti. Nei giudizi è necessario infatti distinguere la gestione del servizio di Trenitalia, dalla programmazione politica dettata dalla Regione: se Trenitalia viene promossa sul campo grazie ai risultati, l'operato della giunta Serracchiani e dell'assessore Santoro trovano una sonora bocciatura a causa della mancanza di programmazione ad ogni livello e di risultati».

NUOVI TRENI E PENALI CONTRATTUALI – I pendolari attaccano in maniera diretta l’operato della giunta Serracchiani: «La politica si è distinta solo per annunci, come è successo per la questione dei nuovi treni ETR563, acquistati dalla giunta Tondo, costati 45,6 milioni (Iva esclusa), i quali dopo varie promesse da parte dell'Assessore Santoro, sono entrati in esercizio con oltre 2 anni e mezzo di ritardo. Ad oggi non si conosce ancora la destinazione delle penali contrattuali, pari a 4,5 milioni di euro, applicate alla spagnola Caf per la ritardata consegna. A gennaio 2016 avevamo avanzato alcune proposte all'Ufficio Regionale Mobilità, dall'acquisto di un pianale portabici, al Wi-Fi gratuito a bordo treno, proposte rimaste lettera morta. Stesso copione per i quattro nuovi ETR564 politensione, i quali sono in grado di viaggiare sia sulla rete austriaca che slovena. I treni acquistati nel dicembre 2012 (costo 25 milioni), dovevano essere omologati e consegnati entro marzo 2016. Ad oggi non si conosce quando entreranno in esercizio. Anche in questo caso, il ritardo determinerà l'applicazione delle penali contrattuali per 2,5 milioni, che si sommano agli altri 4,5 milioni». I pendolari sollevano poi la questione legata al nuovo contratto: «Mentre quasi tutte le altre Regioni d'Italia hanno stipulato un nuovo contratto di servizio con Trenitalia, della durata di 6 o 9 anni, inserendo specifiche clausole che impegnano il Gestore a migliorare l'offerta, con un maggior numero di corse ed investimenti al parco rotabile, il Fvg è ancora vincolato al vecchio contratto del 2009 che è stato prorogato più volte. L'ultima proroga tecnica del dicembre 2017 prevede una durata di un anno prorogabile per un altro e un corrispettivo di 41 milioni/annui che garantirà la continuazione dell'attuale servizio nelle more dello svolgimento della gara per l'affidamento del servizio. E' grave che in 5 anni, non si è riusciti ad avviare la procedura di gara».

POLITICA TARIFFARIA E SACILE-MANIAGO – «Il Friuli Venezia Giulia è la Regione con le tariffe più care d'Italia. In questi anni non si è intervenuto sulla tariffazione, la quale è rimasta invariata. Il biglietto integrato treno-gomma resta ancora un obiettivo da raggiungere. La promozione del treno è stata limitata ai treni spot in occasione di importanti kermesse (Friuli Doc, Barcolana, Festa della Zucca). Buona invece l'iniziativa di Trenitalia che nel fine settimana ha previsto valide offerte commerciali anche per il servizio treno+bici lungo la Udine-Tarvisio». Per i pendolari, però, la vera ‘Caporetto’ ferroviaria per il Fvg è data dall'avvio della Sacile-Maniago e dalla fermata di Trieste Airport. «Nonostante l'investimento di 19 milioni, si è voluto anticipare la riapertura della linea per ragioni che nulla hanno a che vedere con un servizio pubblico, quando la linea non era ancora tecnologicamente pronta. Ciò ha determinato ripetuti guasti e disservizi tanto che la puntualità della linea è tra le peggiori d'Italia (82%). A marzo 2018 è stata poi inaugurata la fermata fs del Polo Intermodale di Trieste Airport, un'opera da oltre 17 milioni che integra l'aeroporto, con l'autostazione. Servita da 60 treni/giorno, di cui 52 regionali, 6 Frecce e 2 IC, anche in questo caso è mancata la programmazione e l'inaugurazione è limitata ad una mera passerella elettorale. Purtroppo gli orari dei collegamenti attuali non consentono da Udine e Pordenone di raggiungere l'aeroporto per prendere i voli mattutini per Roma»

LE PAGELLE FINALI – «Giudizio Finale: Trenitalia: 7,5 – I risultati ottenuti parlano da soli. C'è da migliorare l'informazione e la promozione e ridurre i tempi di percorrenza. Debora Serracchiani: 3 – Assente. Ha delegato tutto all'Assessore, mai intervenendo se non per far passerella alle inaugurazioni. Mariagrazia Santoro: 4 – E' mancato il dialogo con i Pendolari. Da Assessore tecnico, non eletto, si pretendeva molto di più. Verrà ricordata per i Protocolli d'Intesa e gli Accordi Quadro e per la mancanza di risultati pratici sul campo. In cinque anni non è riuscita a modificare un orario. Ufficio Mobilità Fvg: 3 – Da 10 anni evidenziamo le medesime deficienze dell'ufficio: mancano competenze. Serve cambiare pagina, individuando persone all'altezza del ruolo».