Berlusconi da Udine: «Per il Pd l'accordo con il M5S sarebbe la fine»

Il Cavaliere ha invitato a votare per Forza Italia, unico argine contro i populismi del centrodestra e dei 5 Stelle

Fedriga, Berlusconi, Riccardi
Fedriga, Berlusconi, Riccardi (Fi)

UDINE – «L’Assemblea del Pd dirà no all’accordo dei 5 Stelle perché ci sono persone che hanno ancora la testa sulle spalle e sanno che rappresenterebbe la fine del Partito Democratico. Quindi si tornerà al centrodestra». Questa la previsione che Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, ha fatto dal palco del Palamostre, a Udine. «Si tornerà al centrodestra – ha continuato – e così potremo presentare un governo con 3-4 punti da realizzare nei primi cento giorni: ci sarà una rivoluzione fiscale, misure urgenti per dare lavoro ai giovani, la sicurezza, con il rimpatrio di 700 mila migranti, meno Stato».

LA VISIONE DI BERLUSCONI - Berlusconi è tornato sul 25 aprile («non va considerata la festa di una parte politica, della sinistra italiana, ma deve essere la festa di tutti. La libertà è il primo diritto che Dio ci ha dato che viene prima delle leggi dello Stato, un diritto a cui nessuno di noi può rinunciare») e sui risultati raggiunti dai suoi governi, prima di analizzare i motivi per i quali Forza Italia, lo scorso 4 marzo, è stata superata dalla Lega. Tra le cause, il Cavaliere ha indicato la macchina del fango nei suoi confronti, la sua impossibilità a candidarsi, e l’insoddisfazione dei tifosi milanisti. «Non voglio fare promesse agli italiani – ha scherzato – ma se continua così me lo ricompro il Milan». Berlusconi si è quindi soffermato a spiegare i vantaggi della flat tax al 23%, prima di incitare i cittadini a votare il 29 aprile, per far eleggere Massimiliano Fedriga e ridare slancio a Forza Italia, «unico partito in grado di arginare i populismi del centrodestra e i populismi di M5S».