Politica | Elezioni amministrative

David Galimi, baby candidato tra politica e antimafia

Il ragazzo di Feletto Umberto, nato il 9 aprile del 2000, è il candidato più giovane in regione. Ecco la sua storia

David Galimi, 18 anni
David Galimi, 18 anni (Diario di Udine)

TAVAGNACCO - C’è chi da adolescente passa il tempo davanti a Youtube e chi, invece, preferisce perseguitare il magistrato di turno per farsi ricevere, curioso di addentrarsi in un mondo, quello del sud Italia, troppo spesso raccontato solo in superficie. David Galimi, 18 anni, di Feletto Umberto, fa parte della seconda categoria. Un ragazzo straordinario nel senso letterale del termine. Cosa lo rende così fuori dagli schemi? Il primis la sua scelta di candidarsi, ancora minorenne, alle elezioni amministrative per il Comune di Udine con Autonomia Responsabile Fvg. Non una cosa da tutti. Nato il 9 aprile del 2000 è tra l’altro il candidato più giovane in regione. E a renderlo non ordinario c’è anche la sua passione per tutto ciò che la maggior parte dei ragazzi d’oggi respingono - la politica, le istituzioni, la cultura - e per i temi su cui persino molti adulti non sono preparati (la lotta alla criminalità organizzata, ad esempio).

Verso il voto
David, da un paio d’anni, è attivo nel mondo delle associazioni, partecipa a festival e celebrazioni. Scrive sul Preludio, il giornalino del liceo Marinelli. Fino a un mese e mezzo fa non pensava nemmeno di candidarsi. «Ho sempre osservato la politica da fuori, con l’occhio del giornalista. Semplicemente ho deciso di buttarmi e di mettermi in gioco perché credo che questo sia il momento giusto per prendermi carico delle mie responsabilità». Il suo obiettivo è coinvolgere i giovani nella vita culturale della città. C’è scarsa partecipazione agli eventi che vengono organizzati – dice ancora – quindi mi piacerebbe provare a buttare giù il muro che divide i ragazzi dal mondo che li circonda».

Passioni
La quotidianità del baby candidato è fatta anche di uscite con gli amici, settimane in campeggio, momenti passati con la sua ragazza. Niente di più normale. Gli amici più stretti e diversi coetanei mi stimano e mi consigliano, altri a volte sento che provano un po’ di invidia o mi ritengono uno con pensieri da attempato – mette in chiaro David -. In realtà penso che dovrebbe essere la norma, alla mia età, cominciare ad interessarsi di ciò che accade nella società. Trovo assurdo che molti non abbiano la voglia di informarsi. Manca l’impegno e il valore civile». La colpa di questo disinteresse diffuso non è direttamente dei ragazzi. «La famiglia e la scuola hanno il loro peso – spiega -. Purtroppo molti genitori in difficoltà trasmettono la propria sfiducia nella politica ai figli che inevitabilmente seguono quanto gli viene insegnato, senza però farsi delle domande».

Futuro
Il diciottenne ha le idee chiare sul suo futuro. La priorità non è la politica. Il giornalismo è stato un mezzo per crescere. Terminato il liceo, si iscriverà a Giurisprudenza. «Conoscere le leggi e addentrarmi ancor di più nel mondo delle istituzioni è il mio desiderio sin da bambino – osserva David -. Sogno di entrare nel corpo prefettizio o nella magistratura». Il suo percorso è appoggiato anche dai genitori. «Mia mamma e mio padre non fanno parte di quel mondo, ma mi sostengono – sottolinea -. Quando avevo 15 anni è stato mio padre ad accompagnarmi a Palermo per incontrare i magistrati e visitare i comuni sciolti per mafia». La criminalità organizzata è solo uno dei temi che stimolano la curiosità di David. «Ho contattato chi poteva spiegarmi in modo più puntuale quella realtà e sono riuscito a conoscere persone importanti - conclude -. Fare quel genere di esperienze mi ha dato tanto e non intendo smettere». E’ tempo di tornare a studiare, va bene le elezioni ma qui c’è un quarto anno da chiudere in bellezza.