3 luglio 2020
Aggiornato 22:00
Le manifestazioni di piazza

Oltre 8 mila nelle piazze del Fvg per il Primo Maggio

I sindacati: «Il tema del lavoro e del buon lavoro dovrà essere al centro delle politiche della nuova Giunta»
Oltre 8 mila nelle piazze del Fvg per il Primo Maggioti
Oltre 8 mila nelle piazze del Fvg per il Primo Maggioti ANSA

UDINE - Non si può barattare l’occupazione con la sicurezza sui luoghi di lavoro. Servono più tutele, vigilanza e prevenzione. Le richieste delle segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil effettuate in occasione delle quattro manifestazioni del Primo Maggio nelle piazze del Friuli Venezia Giulia sono in linea con lo slogan ‘Sicurezza: il cuore del Lavoro’ scelto dai sindacati confederali per la manifestazione nazionale di Prato.

EMERGENZA SICUREZZA SUL LAVORO - Le proporzioni dell’emergenza sono rappresentate in maniera chiara dai dati recentemente diffusi dall’Inail su infortuni mortali e malattie professionali relativi al primo trimestre 2018. Aumentano le morti sul lavoro, 212 quelle denunciate tra gennaio e marzo, 22 in più rispetto alle 190 dei primi tre mesi del 2017, con un +11,6%. E aumentano le denunce di malattia professionale protocollate nello stesso periodo dell’anno, dopo la flessione registrata in tutto il 2017. L’incremento del 14,8% rilevato a gennaio, sceso al +10,3% nel primo bimestre, si è attestato al 31 marzo al +5,8%, pari a 877 casi in più rispetto allo stesso periodo del 2017 (da 15.247 a 16.124). L’aumento interessa tutti i comparti. Il Friuli Venezia Giulia con cinque morti sul lavoro nei primi tre mesi dell’anno, cui fa seguito il sesto infortunio mortale registrato ad aprile, non fa eccezione.

I COMMENTI - «Il tema del lavoro e del buon lavoro dovrà essere al centro delle politiche della nuova Giunta, secondo le priorità che abbiamo già posto ai candidati: quindi incentivi alle assunzioni stabili, lotta concreta alla precarietà e all’abuso degli appalti, la difesa del welfare, a partire dal rafforzamento della sanità pubblica, dopo le bordate alla riforma lanciate in campagna elettorale, e una legge sulla non autosufficienza – afferma il segretario della Cgil Villiam Pezzetta -. Archiviati gli slogan elettorali, aspettiamo alla prova dei fatti la nuova maggioranza e la nuova Giunta, che dovrà governare la regione con un senso di responsabilità commisurato alle percentuali bulgare di consenso con cui ha vinto le elezioni». «Il 2018 potrebbe essere ricordato, vista l’escalation di morti infortuni incidenti, come un anno tragico, molto più tragico degli anni passati, per quanto relativo alla salute e sicurezza sul lavoro. La rilevanza del tema, la rinnovata drammaticità dei dati sugli infortuni e sulle malattie professionali, le mancanze e i ritardi, a partire dall’assenza di una Strategia nazionale di prevenzione e dalle migliaia di aziende non in regola, sono fattori evidenti di quanto ci sia necessità di porre il tema della tutela della salute e sicurezza al centro dell’attenzione del mondo del lavoro – ribadisce il segretario della Cisl Alberto Monticco, ponendo anche l’accento sulla necessità di un progetto di rilancio in grado di ritrovare un giusto equilibrio fra un’economia in difficoltà e una popolazione con fabbisogni di welfare sempre crescenti -. Lo scarto tra le grandi imprese e quelle di piccole dimensioni si allarga sempre di più e su questo, con la nuova Giunta, andrà senz’altro aperto un ragionamento, che deve vedere assieme istituzioni, parti sociali e datoriali». «Ripartire dal lavoro significa anche ripartire dalla qualità del lavoro e, soprattutto, dalla sua sicurezza – rimarca anche il segretario della Uil Giacinto Menis -. Pensiamo anche all'amianto, ai danni che il suo impiego ha prodotto nella nostra realtà e a quelli che purtroppo, per la lunga latenza delle affezioni correlate, continuerà a produrre nei prossimi 15 - 20 anni; pensiamo a quanti lutti si sarebbero potuti evitare se fossero state recepite le prime evidenze sulla nocività dell'amianto che risalgono ad oltre cinquant'anni fa. E allora, solo puntando alla qualità del sistema produttivo e del lavoro, si può sperare in aziende più sicure e in uno sviluppo economico duraturo e compatibile con la coesione dell'intera società. E’ su queste basi che vorremmo poter avviare un percorso di condivisione con la nuova giunta regionale».