24 settembre 2020
Aggiornato 02:30
UDINE

Ballottaggio, tutti a caccia dei voti di Bertossi

L’ex assessore regionale sta trattando ad armi pari sia con Martines, sia con Fontanini

UDINE - Enzo Martines fa buon viso a cattiva sorte e si affida all’ultima sfida consapevole delle tante difficoltà. Pietro Fontanini, in netto vantaggio, sorride sornione, ma sa che il vantaggio sul suo avversario è soprattutto merito del traino leghista. Dicono che politicamente sia sempre stato molto fortunato, Fontanini, e a ben guardare come sono andate le cose al primo turno pare, che la tradizione sia stata confermata.

CACCIA AI VOTI DI BERTOSSI - Ma si sa: al ballottaggio si riparte da zero. O quasi. I due candidati in pista sono già al lavoro per garantirsi l’appoggio degli esclusi. Ed entrambi stanno corteggiando in primis Enrico Bertossi, leader di Prima Udine, rinnegato inizialmente dal centrodestra, ripescato da Fi come candidato al posto di Fontanini e infine ricacciato di nuovo nell’angolo da dove ha affrontato la sua corsa in solitaria conclusasi al di sotto dalle due cifre. Ma resta il dato che sarà lui il vero ago della bilancia, sia per il consenso ottenuto, sia per la sua esperienza amministrativa, sia per un programma elettorale di primo piano difficilmente confutabile. Insomma, è caccia ai voti di Bertossi. Che in queste ore ha già incontrato le due coalizioni al ballottaggio. L’ex assessore regionale ha ottenuto il mandato – dopo un vertice con gli esponenti di spicco delle sue liste – di trattare ad armi pari sia con Martines, sia con Fontanini. La pregiudiziale per la scelta finale, ha mandato a dire, sarà la possibile condivisione dei due contendenti al suo programma politico. Ma è presumibile che la differenza la farà anche l’offerta politica che Martines e Fontanini metteranno sul tavolo. Bertossi rivendica a pieno titolo un ruolo di primattore nel prossimo esecutivo di palazzo D’Aronco. Quale? Di certo potrebbe rivendicare di diventare il vice del futuro sindaco.

PIU’ VICINO A FONTANINI CHE A BERTOSSI - Richiesta legittima che dovrà fare i conti però con gli equilibri interni ai due schieramenti. Su entrambi Bertossi ha le sue riserve. Rispetto al centrosinistra chiede segnali importanti di discontinuità che difficilmente Martines può garantire. Rispetto al centrodestra nutre una legittima ostilità per essere stato snobbato, maltrattato ed estromesso dal ‘tavolo’ che ha condotto le trattative sia sul programma, sia sulla scelta del candidato. Tuttavia, l’impressione è che, a oggi, Bertossi sia paradossalmente più vicino a Fontanini che a Martines. Ma mancano dieci giorni al ballottaggio.