20 ottobre 2018
Aggiornato 09:00

"Il cancro non ha età": a Udine un flashmob per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione

Incorniciate dagli splendidi palazzi che si affacciano su piazza San Giacomo, armate di tanta grinta, e con indosso un’inconfondibile maglietta rosa acceso, una quarantina di donne hanno dato il via alle danze

UDINE - «Ballare è raccontare. Le coreografie devono ‘parlare’, lasciare un messaggio, restare il più possibile nel cuore. Ballare è un linguaggio universale, è Unione! Come l'unione di queste meravigliose Donne, che oggi (13 maggio, ndr) hanno ballato, insieme, per raccontare quanto sia importante prevenire la malattia e quanto sia indispensabile la forza, il coraggio e la voglia di lottare con il sorriso ‘acceso’. Alle donne più importanti della mia vita, alle mie insostituibili amiche di sempre, alle nuove amiche, alle donne che ci hanno sostenute con il pensiero, alle donne conosciute oggi, posso solo dire Grazie, grazie di vero cuore per aver dato vita al mio grido: ‘Vivere e non perdersi d’animo, mai’». Parole cariche di passione e di emozione, quelle che Alessandra Impallatore ha ‘affidato’ al suo profilo Facebook e che raccontano un pomeriggio di primavera.

UNA FESTA DELLA MAMMA SPECIALE - Un pomeriggio come molti, per qualcuno. Ma non per tutti e non certamente per Alessandra e per le circa 40 donne che si sono date appuntamento in piazza San Giacomo a Udine. Lì, incorniciate dagli splendidi palazzi che si affacciano sulla piazza, armate di tanta grinta, e con indosso un’inconfondibile maglietta rosa acceso, hanno dato il via alle danze, esibendosi in un flashmob. A curare la coreografia la stessa Alessandra. L’obiettivo, uno, grande, importante: sensibilizzare sull’importanza della prevenzione per combattere il tumore al seno. 

IL FLASHMOB - Vi starete chiedendo come è nata quest’idea. A spiegarcelo la stessa Alessandra: «Sono la mamma di un bellissimo bambino di 8 anni, una moglie, una ex insegnante di danza di hip hop e una donna operata al seno». E continua Alessandra che ci racconta di quando ha scoperto di avere un cancro: «Nel 2015, all'età di 33 anni, ho ricevuto la brutta notizia. Inutile dire che è  stata dura. - spiega - Mi sono iscritta all’Andos (Associazione nazionale donne operate al seno, ndr) e un giorno sono andata da Mariangela Fantin (la presidente di Andos Udine, ndr), alla sede, per consegnarle il denaro raccolto (con i mercatini di Natale) da devolvere all'associazione. Li - prosegue Alessandra - c’erano altre donne, e parlando loro mi hanno detto: «Perché non scrivi il seguito del nostro libro ‘Mi Racconto’?». Ma Alessandra forse non sentiva la scrittura fra e sue corde e ha declinato l’invito: «Non sono molto brava con le parole». Ma non è stato un ‘no’ definitivo, perché lei ha una grande passione, quella per la danza.

L'IDEA - Ed ecco allora cha ha fatto la sua controproposta: «Con la danza mi esprimo meglio. Facciamo un flashmob!». Così è iniziato tutto, subito sostenuto da Mariangela Fantin, la quale si è occupata di organizzare l'evento. «A dicembre io e una mia ex allieva, Sara Grassi (ormai un'amica), abbiamo costruito la coreografia, messo su WhatsApp l’invito e coinvolto tutte le persone che volevano partecipare» si tratta di «donne operate e non, donne che lottano per altre cose, insomma, combattenti! Ma ci tengo a precisare che fra le partecipanti, oltre al mio ex-gruppo di hip hop (Debora Castellani, Alice Gori e Marta Carnieletto, ormai amiche fidate), c'erano anche le quattro donne più importanti della mia vita, mia mamma e le mie tre sorelle. L’obiettivo» dell’iniziativa era «quello di sensibilizzare soprattutto le giovani, perché purtroppo il cancro è una malattia che non bussa prima di entrare, l’unica arma è la prevenzione, costante e accurata, assieme alla forza e al sorriso. Questo è ciò che ieri io e le ‘mie’ donne abbiamo urlato: vita!». Perché «la vita è un dono troppo grande, bisogna difenderlo».

PREVENZIONE - Un appuntamento ben riuscito, tutte erano «emozionate e felici di esserci e di vivere questo momento. Abbiamo unito le forze!». Questo 'unire le forze' può sembrare scontato, già sentito, forse banale, ma in realtà non lo è. Non lo è per le donne che si sono trovate davanti a una sfida grande, davanti a una montagna da scalare, che tane volte è sembrata troppo alta, e che invece ce l’hanno fatta. Non è scontato o banale nemmeno per le loro famiglie, che hanno dovuto supportale, con altrettanta forza, e probabilmente (in alcuni casi) sopportarle. Quindi sì, l’unione fa la forza (quella che le montagne le smuove) anche nel ballare insieme e urlare: il cancro non ha età, facciamo prevenzione, sempre!

(© Andos Udine | Facebook)

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