L'iniziativa

E’ partita da Udine una delle ‘staffette’ della Memoria

A 20 anni dalla strage dell'antivigilia di Natale, il Sap ha organizzato l'evento per ricordare tutte le vittime della mafia, del terrorismo e di ogni forma di criminalità

E’ partita da Udine una delle ‘staffette’ della Memoria (© Sap)

UDINE – E’ partita da Udine una delle ‘staffette’ della Memoria, iniziativa promossa dal Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) in ricordo di tutte le vittime della mafia, del terrorismo e di ogni forma di criminalità nell’ambito del ‘Memorial Day’. L’intento è quello di non dimenticare il sacrificio di chi è morto per servire il proprio Paese e per onorare la loro memoria.

20 ANNI DALLA STRAGE DI UDINE - La ‘staffetta’ è partita da piazzale D’Annunzio, luogo scelto non a caso, visto che nel 2018 ricorre il 20° anniversario della «Strage di Natale», l’attentato in cui, alle 5 del mattino del 23 dicembre 1998, persero la vita tre agenti della Questura di Udine: Adriano Ruttar, Giuseppe Guido Zanier e Paolo Cragnolino. «Sono passati quasi 20 anni da quel barbaro e vile attentato – sottolinea il Sap – e il ricordo rimane indelebile da parte del Sap per quanto accaduto a Udine».

DOPO I DISCORSI LA PARTENZA IN DIREZIONE FOGGIA - In Piazzale D’Annunzio si è tenuta una breve e semplice cerimonia con deposizione di un mazzo di fiori alla lapide in ricordo dei tre agenti rimasti uccisi, e una corona al monumento in ricordo ai caduti della Polizia di Stato, con la benedizione del cappellano Olivo Bottos. Tra le autorità presenti, il prefetto Vittorio Zappalorto, il questore Claudio Cracovia, i rappresentanti delle diverse forze dell’ordine, il consigliere regionale Barbara Zilli e alcuni alunni della scuola primaria di secondo grado ‘Uccellis’, accompagnati dai loro insegnanti. Presenti, inoltre, i segretari provinciali del Sap, che hanno chiuso così la cerimonia: «Siamo profondamente convinti che mantenere viva la memoria del passato sia l’unico modo per immaginare e realizzare il futuro del nostro Paese e della nostra comunità, che proteggiamo ogni giorno». Al termine dei discorsi ufficiali, i ciclisti hanno preso la via del Santuario di San Michele Arcangelo di Monte Sant’Angelo, nel foggiano.