21 novembre 2018
Aggiornato 09:00

Inaugurato "Millepetali", il giardino di rose del Cro Aviano

Il giardino donato dalla Compagnia delle Rose di Pordenone è un’iniziativa che l’Istituto ha subito accolto con favore mettendo a disposizione quasi 2 mila mq dell’area antistante l’ingresso principale
Inaugurato "Millepetali", il giardino di rose del Cro Aviano
Inaugurato "Millepetali", il giardino di rose del Cro Aviano (IRCCS CRO Aviano)

AVIANO – È stato inaugurato giovedì 24 maggio in mattinata 'Millepetali'giardino donato dalla Compagnia delle Rose di Pordenone all’Istituto nella primaria considerazione dell’effetto positivo dei fiori sul benessere psicologico delle persone. Un’iniziativa che l’Istituto ha subito accolto con favore mettendo a disposizione quasi 2 mila mq dell’area antistante l’ingresso principale.

COLLABORAZIONE TRA SOGGETTI PUBBLICI E PRIVATI - Millepetali è uno sforzo corale perché, come ha precisato la Presidente del sodalizio, Annalisa Marini, «alla sua nascita hanno contribuito diversi soggetti pubblici e privati. I lavori – ha proseguito – si sono protratti per alcuni mesi perché le ditte e il personale che gratuitamente hanno offerto mezzi, materiali e manodopera, hanno operato compatibilmente con le attività principali». Importante, tra gli altri, il sostegno degli Istituti Agrari di Spilimbergo e Piavon di Oderzo i cui studenti, dentro un progetto di formazione, sono stati coinvolti nella piantagione delle rose e degli arbusti e nella sistemazione del giardino. «E proprio loro – ha aggiunto ancora Marini – continueranno, ciclicamente, la collaborazione per la cura con potature e operazioni particolari».

CURA DELL'AMBIENTE E DEL PAZIENTE - Secondo il Direttore Generale del CRO, Mario Tubertini, che ha ringraziato la Compagnia delle Rose e quant’altri hanno cooperato, il progetto «oltre a rendere più gradevole l’incontro tra la struttura e il paziente o il visitatore, ha il grande pregio di rinnovare ed alimentare il principio sul quale l’Istituto fonda parte della sua mission, cioè prendersi cura del paziente. Questa centralità, al di là degli aspetti prettamente clinico-terapeutici, viene declinata in tanti altri modi: la lettura, la medicina narrativa ed oggi anche l’estetica, il bello. E questo giardino è bello. Al Cro crediamo sia possibile che il verde, i colori , i profumi, l’ordine di un giardino siano fattori favorenti una funzione terapeutica. La stessa OMS, elaborando la definizione di salute – ha concluso Tubertini – identifica nell’ambiente naturale un fattore decisivo per il raggiungimento di una condizione di benessere». La rosa, infatti, nelle sue molteplici iconografie, simboleggia la vita, con il bello dei suoi petali vellutati, ma anche con la durezza delle sue spine. La sua rifioritura, ogni primavera, è un simbolo di speranza. 

LE SPECIE ARBOREE - Importanti i numeri, a partire dalla superficie complessiva del giardino, pari a 1.870 mq. Essenze arboree messe a dimora: n.53, n. 01 Tiglio (in memoria del prof. Trovò, sulla sommità̀ della collina); n. 03 Frassini Raywood; n. 05 Aceri rossi (Acer rubrum); n. 35 Aceri campestri (Acer campestre) a cespuglione; n. 9 Meli di varietà antiche. Rosa ed arbusti messi a dimora: n. 21 Prunus laurocerasus Otto Luiken; n. 09 Osmanthus fragrans (Olea fragrans); n. 13 Ilex aquifolium ‘Argentea Marginata’; n.13 Euonimus fortunei Silver Queen; Rose: n. 459 a cespuglio; n. 20 rampicanti.