30 marzo 2020
Aggiornato 00:30
Udine

Lavoro, a Lignano 300 dipendenti assunti in nero

"Vanno certamente accentuati la sorveglianza e i controlli sulla regolarità dei contratti di lavoro - afferma l'assessore al Lavoro Alessia Rosolen - come nel settore del turismo, dove si tratta solitamente di contratti a termine poichè stagionali"
Assessore al Lavoro, Alessia Rosolen
Assessore al Lavoro, Alessia Rosolen Regione Friuli Venezia Giulia

UDINE - «Vanno certamente accentuati la sorveglianza e i controlli sulla regolarità dei contratti di lavoro, in particolare in settori, come quello del turismo, dove si tratta nello specifico di assunzioni stagionali, e quindi di contratti a termine, che interessano anche persone straniere». Ad affermarlo l'assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, a commento della verifica compiuta dalla Guardia di Finanza di Lignano, che ha individuato 300 lavoratori assunti parzialmente in nero.

COMPLIMENTI AGLI INVESTIGATORI - Esprimendo il «plauso dell'amministrazione regionale per l'importante azione condotta dagli investigatori, in proficua collaborazione con l'ispettorato del lavoro di Udine», Rosolen evidenzia come «l'irregolarità dei contratti non è un elemento che danneggia esclusivamente il fisco, in termine di mancata tassazione, ma si ripercuote su tutte le aziende che si comportano correttamente, nel pieno rispetto delle normative».

IL NERO NON E' CORRETTO - «Anche in un settore così importante per l'economia del Friuli Venezia Giulia, come quello turistico, un comportamento illecito come quello attribuito ad un'azienda di Lignano è elemento di distorsione della concorrenza: pagando meno tasse e contributi previdenziali si ha un vantaggio competitivo, nelle commesse e negli appalti", rimarca Rosolen.

DANNO AI LAVORATORI - Infine per l'assessore al Lavoro «esiste anche un danno diretto per i lavoratori, forse non immediatamente percepito a fronte di un compenso mensile apparentemente accettabile ma in prospettiva molto penalizzante: un minor numero di ore indicate nel contratto di lavoro porta a minori versamenti in termini di contributi previdenziali, che si ripercuoteranno sulla pensione».

AVANTI CON LE VERIFICHE - In sostanza «occorre proseguire nelle verifiche e, per quanto di propria competenza, la Regione - ha concluso Rosolen - metterà in campo tutte le opportune iniziative per favorire il rispetto delle regole».