18 dicembre 2018
Aggiornato 21:00

Prorogata la mostra ‘La voce di Impastato. volti e parole contro le mafie’

Allestita negli spazi della galleria ‘Tina Modotti’ di Udine, l’esposizione ha ottenuto un grande successo di pubblico
Prorogata la mostra ‘La voce di Impastato. volti e parole contro le mafie’
Prorogata la mostra ‘La voce di Impastato. volti e parole contro le mafie’ (Vicino/lontano)

UDINE – Per il grande successo di pubblico viene prorogata fino a domenica 3 giugno la mostra fotografica di Elia Falaschi ‘La Voce di Impastato. Volti e parole contro le mafie’, inaugurata da vicino/lontano 2018 lo scorso 9 maggio - alla presenza del Governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga - a 40 anni esatti dall’assassinio dell’attivista siciliano Peppino Impastato, che dai microfoni di Radio Aut denunciava i crimini di cui si macchiava la mafia.

LA STORIA - Il 9 maggio 1978 è ricordato soprattutto per il ritrovamento, in via Caetani a Roma, del corpo di Aldo Moro, lo statista rapito dalle Brigate Rosse nel marzo di quell’anno. La notizia oscurò completamente la morte di Impastato, ucciso in un casolare nella notte tra l’8 e il 9 maggio su ordine – come ora sappiamo - del boss Gaetano Badalamenti. Il suo cadavere fu imbottito di tritolo e fatto saltare sui binari della linea ferroviaria Palermo-Trapani, per simulare un gesto suicida. Dopo più di vent’anni di depistaggi, solo grazie all’impegno della madre di Peppino, la signora Felicia, e del fratello Giovanni – con il sostegno del Centro siciliano di documentazione di Umberto Santino e Roberta Puglisi - fu acclarata la matrice mafiosa dell’omicidio, che venne riconosciuta anche dal Tribunale di Palermo.

LA MOSTRA - La mostra di Elia Falaschi propone l’apparato iconografico del libro del giornalista Ivan Vadori ‘La voce di Impastato’. Il volume, edito da Nuova Dimensione e in vendita in mostra, raccoglie sei anni di interviste ai protagonisti dell’antimafia italiana – tra i quali Giancarlo Caselli, Lirio Abbate, Carlo Lucarelli, Luigi Ciotti, Sandro Ruotolo - e naturalmente ai familiari di Impastato: il fratello di Peppino, Giovanni, e la nipote Luisa, oggi presidente di Casa Memoria. Un’inchiesta giornalistica che cerca di dipanare i fili del rapporto tra Stato e mafia a patire dall’attivismo di Impastato per arrivare a Mafia Capitale e alle mafie del nord. Tre le sezioni della mostra, allestita negli spazi della Galleria fotografica ‘Tina Modotti’ di Udine: i ritratti a taglio reportage I Volti del coraggio, scattati nel corso delle interviste, una documentazione sui luoghi chiave della vita di Impastato e i ritratti Vedo, Sento, Parlo… Sono. La mostra sarà visitabile giovedì 31 maggio e venerdì 1° giugno dalle 18 alle 21, sabato 2 giugno dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 21. Domenica 2 giugno, giorno di chiusura, dalle 10 alle 13.