10 dicembre 2018
Aggiornato 01:30

Telecamere, patto Comune e Prefettura per tracciare le auto sospette

Sindaco e prefetto hanno sottoscritto il documento per ottenere da Roma i fondi per la videosorveglianza. Prevista l’installazione delle telecamere ai varchi della città per individuare auto rubate o sospette
Telecamere, patto Comune e Prefettura per tracciare le auto sospette
Telecamere, patto Comune e Prefettura per tracciare le auto sospette (Comune di Pordenone)

PORDENONE - Firmato dal sindaco Alessandro Ciriani e dal prefetto Maria Rosaria Laganà il 'Patto per l’attuazione della sicurezza urbana'. La sottoscrizione del patto è il passaggio giuridico necessario per partecipare al bando ministeriale che finanzia la videosorveglianza ai fini della sicurezza. In particolare, i fondi consentirebbero di installare una dozzina di telecamere ai varchi di ingresso della città che «permettono di individuare e inserire in una 'black list'– spiega il comandante della polizia locale Stefano Rossi - le auto oggetto di attività investigative, o verificare macchine rubate, non assicurate o senza revisione». «Una sorta di rete, una forma di protezione importante per la città» - commenta il sindaco Ciriani.

In sostanza, un sistema di lettura e tracciabilità delle targhe collegato a livello nazionale alla polizia di Stato, naturalmente nel pieno rispetto delle normative sulla privacy e ai soli fini della sicurezza. Esclusi dunque i controlli legati alla disciplina della strada o per verificare gli accessi delle auto alle zone a traffico limitato. E’ stato il ministero dell’Interno, sotto la guida dell’ex ministro Minniti, a dare l’opportunità di sottoscrivere 'patti locali per la sicurezza' come precondizione per accedere a questi fondi per attivare i varchi di lettura targhe. L’obiettivo del bando, che il Comune presenterà entro il 30 giugno, è proprio migliorare il livello di sicurezza tramite l’incremento delle dotazioni tecnologiche.

Qualora la città ottenesse i fondi – la 'torta' complessiva a livello nazionale ammonta a 37 milioni – la cintura di telecamere attorno a Pordenone verrebbe attivata in corrispondenza dei display informativi Gsm. Una soluzione che consente di utilizzare una linea già esistente risparmiando sotto il profilo logistico e economico. I dettagli tecnici e sui costi, e quindi sull’entità del finanziamento da richiedere, verranno definiti nel bando, «ad ogni modo – sottolinea il sindaco – ci siamo attivati immediatamente a testimonianza che ogni qualvolta si presenta un’opportunità giuridica o economica, locale o nazionale per migliorare la sicurezza della città, noi la portiamo avanti. Lo dimostra anche l’approvazione del nuovo regolamento di polizia municipale e l’introduzione del daspo urbano» conclude Ciriani.