18 agosto 2018
Aggiornato 10:30

Ridurre l’inquinamento elettromagnetico: ora c'è il progetto Aal X Aal 

Allo stato attuale la principale richiesta di riduzione dell’inquinamento elettromagnetico proviene da ambienti con rischio maggiorato per la presenza di dispositivi elettromedicali, come ambulatori, cliniche ed ospedali
Ridurre l’inquinamento elettromagnetico: ora c'è il progetto Aal X Aal 
Ridurre l’inquinamento elettromagnetico: ora c'è il progetto Aal X Aal  (shutterstock | metamorworks)

UDINE - Ridurre l’inquinamento elettromagnetico utilizzando la tecnologia del Li-Fi al posto della radiofrequenza: è questo l’obiettivo del progetto Aal X Aal – Abilitazione a Largabanda di Aal, condotto da Vda Group, azienda che offre soluzioni di Building Automation e Sistemi di Camera Intelligente, in collaborazione con Solari Spa, attiva nei sistemi di visualizzazione delle informazioni al pubblico, nell’orologeria industriale e nei sistemi di raccolta dati, e Università di Udine.

CO-FINANZIATO DALLA REGIONE Friuli Venezia Giulia con un contributo di 269.659,08 euro nell’ambito del Por Fesr 2014-2020, Aal X Aal vuole realizzare prototipi applicativi di Li-Fi in ambienti protetti. Nonostante non sia dimostrata alcuna correlazione tra onde elettromagnetiche ed effetti nocivi sulle persone, negli ospedali e nelle strutture di ricovero il Wi-fi è infatti sconsigliato. E’ invece preferibile l’uso della tecnologia Li-Fi, che permette a medici e pazienti di ricevere informazioni sia di carattere broadcast, sia indirizzati all’utente.

IL LI-FI (Light Fidelity) è una tecnologia che, modulando ad alta frequenza l’emissione di luce led, permette la trasmissione di segnale e abilita la connettività di apparati elettronici wireless in modo veloce e con copertura direzionale priva di polluzione elettromagnetica.

OLTRE ALLA RIDUZIONE DELL’INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO, il progetto Aal X Aal propone un modo nuovo di veicolare le informazioni verso i dispositivi personali, in un’ottica di maggiore rispetto della privacy: è sufficiente tenere il proprio dispositivo mobile in tasca o in borsetta per bloccare la ricezione delle informazioni trasmesse nell’area in cui ci si trova, a differenza della tecnologia in radiofrequenza che raggiunge i dispositivi in ogni caso. Allo stato attuale la principale richiesta di riduzione dell’inquinamento elettromagnetico proviene da ambienti con rischio maggiorato per la presenza di dispositivi elettromedicali, come ambulatori, cliniche ed ospedali. Per questo motivo gli utilizzatori finali di Aal X Aal saranno il Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano, l’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n.5 ‘Friuli Occidentale’ e la A.S.P. Umberto I – Azienda Pubblica di Servizi alla Persona.  Grazie alla sua architettura semplice e al fatto che Il modello di trasmissione promosso da Aal X Aal è però replicabile anche per la residenzialità protetta, per le comunità e le scuole, nonché