Cronaca | Il 13 giugno

Omicidio-suicidio a Udine: la testimonianza del notaio Amodio

Come è andata lo stabilirà la polizia che sta ascoltando tutti i testimoni

UDINE - Poco dopo le 10 del 13 giugno, nello studio del notaio Amodio, in particolare nell’ufficio della collega e socia, Tania Andrioli, c’è stato un omicidio suicidio. Un architetto, Giuliano Cattaruzzi, 80 anni, durante un atto di compravendita, ha prima sparato alla moglie, la sommelier, Donatella Briosi, di 64 anni, per poi togliersi la vita con un colpo in bocca. E' rimasta lievemente ferita anche uno degli avvocati presenti.
Alcuni testimoni hanno sentito il trambusto e qualcuno è scappato dicendo di aver sentito degli spari. Sono uscitI dallo stabile e hanno lanciato l’allarme.

LA TESTIMONIANZA DEL NOTAIO AMODIO - Il primo a parlare con la stampa è stato il notaio Paolo Alberto Amodio che ha spiegato che l’omicidio-suicidio «è successo nel mio studio durante un atto che stava stipulando il notaio Andrioli. Io ero al piano di sotto (l’ufficio è disposto su due livelli) che stavo stipulando un contratto. Al piano di sopra ho sentito dei rumori, che credevo fossero sedie rovesciate. Non immaginavo nemmeno lontanamente – ha chiarito - che potesse trattarsi di colpi di pistola». Entrando nel dettaglio dell’atto che i due ex coniugi stavano per firmare, Amodio ha precisato: «Si trattava di un contratto di compravendita, seguito anche da degli avvocati. Erano divorziati, mi sembra. Avevano però già raggiunto un accordo». Ma di fatto l’atto era seguito dalla collega Andrioli, che ora «è sconvolta» per quanto accaduto. Un fatto che mai era accaduto prima e per il quale, pare, non ci fossero avvisaglie. Come detto, infatti, pare che i coniugi avessero già raggiunto un accordo. Ma come è andata lo stabilirà la polizia che sta ascoltando tutti i testimoni.