20 agosto 2018
Aggiornato 20:00

Omicidio-suicidio, il capo della Squadra mobile ricostruisce l'accaduto

Massimiliano Ortolan spiega come sono andate le cose in via Rialto
Omicidio-suicidio, il capo della Squadra mobile ricostruire l'accaduto
Omicidio-suicidio, il capo della Squadra mobile ricostruire l'accaduto (Diario)

UDINE – Sono passata più di 3 ore dal fatto di sangue verificatosi nello studio del notaio Amodio, quando il capo della Squadra Mobile di Udine, Massimiliano Ortolan, esce dai locali di via Rialto. «E’ ancora presto per conoscere tutto nel dettaglio, ma sembra chiaro si sia trattato di un omicidio-suicidio. Un uomo, prima di stipulare un atto fronte al notaio, avrebbe estratto un’arma e sparato due colpi verso la moglie, prima di rivolgerla su se stesso». A sparare è stato Giuliano Cattaruzzi, architetto 80enne residente a Tarcento ma che da alcuni anni viveva alle Canarie, impugnando un revolver a tamburo calibro 38. Ha raggiunto alle spalle l'ex moglie, Donatella Briosi, sommelier di 64 anni, le ha appoggiato un braccio alla schiena, poi ha estratto un revolver a tamburo calibro 38 e ha esploso un primo colpo che è rimbalzato sul pavimento sfiorando gli acquirenti dell'immobile, al lato opposto del tavolo, prima di conficcarsi in due libri della parete di fronte. Poi le ha appoggiato la pistola alla nuca e ha esploso un secondo colpo che le ha trapassato il corpo ferendo di striscio l'avvocatessa che le era al fianco. Infine ha fatto qualche passo indietro e si è puntato la pistola alla gola.

TUTTO E' SUCCESSO IN UN ATTIMO - «Non si conoscono ancora i motivi del gesto – aggiunge Ortolan – nessuno aveva notato qualche comportamento strano nell’uomo prima dell’accaduto. Certo che se una persona si porta un’arma per firmare un atto da un notaio, qualcosa c’è». Nella sparatoria è rimasta ferita di striscio anche l’avvocato Silvia Pajani, che assisteva una delle parti. «Tutto è successo in maniera repentina: qualcuno è riuscito a scappare, altri sono rimasti fermi assistendo all’intera sequenza. Nella stanza c’erano circa 10 persone, tra cui un ragazzo minorenne, figlio dell’acquirente», continua nella ricostruzione Ortolan. La coppia, divorziata da tempo, era nello studio notarile Amodio-Andrioli per stipulare la compravendita di un immobile di proprietà dell'uomo ma gravato da un'ipoteca a favore della ex moglie. Secondo quanto si è appreso la donna era presente proprio per ricevere la sua quota e togliere dunque l'ipoteca.

GIA' ASCOLTATI I TESTIMONI - Ora tutto passa nelle meni della Procura di Udine. In mattinata la Polizia scientifica ha raccolto ogni elemento utile e il personale della Questura si è occupato di ascoltare i testimoni, compresa la notaio che stava per stipulare l’atto, Tania Andrioli.