22 novembre 2019
Aggiornato 06:30
L'annuncio

Consorzio di Bonifica Pianura Friulana: a pieno regime la stagione irrigua

Preoccupazione, però, per l’andamento delle portate del fiume Tagliamento e del torrente Torre a causa delle scarse precipitazioni nel mese di giugno nelle aree montane
Consorzio di Bonifica Pianura Friulana: a pieno regime la stagione irrigua
Consorzio di Bonifica Pianura Friulana: a pieno regime la stagione irrigua Adobe Stock

UDINE - Dopo un mese di maggio contraddistinto da valori di temperatura estremamente elevati - in pianura la media mensile si è attestata sui 20°C, ben 2.5°C oltre la norma, valore simile al maggio 2003 (20.1°C) – con una parentesi fresca a metà mese e un numero di giorni piovosi nelle medie del periodo, e dopo un giugno piuttosto instabile caratterizzato da caldo, umidità e isolati temporali anche forti, ha avuto regolare avvio la stagione irrigua 2018, ora a pieno regime. Da metà giugno anche i comprensori di S. Maria di Sclaunicco e Codroipo, oggetto di lavori di conversione irrigua nello scorso inverno, beneficiano dei nuovi impianti a pressione, con le positive ricadute su un territorio di circa 300 ettari in termini di risparmio idrico ed efficienza irrigua.

LE ZONE INTERESSATE - La superficie servita dagli impianti consortili (un centinaio di pozzi e oltre una ventina di centrali di pompaggio, gestiti e manutenzionati da una cinquantina di operai distribuiti nell’intero comprensorio di 200.000 ettari, da Gemona fino a Lignano e Grado) supera i 44.000 ettari, di cui circa 30.000 beneficiano di irrigazione a pressione e circa 14.000 ettari di irrigazione a scorrimento. A questa si aggiungono le aree della bassa friulana a valle della linea delle risorgive, servite dall’uso promiscuo della rete di scolo gestita da manufatti di ferma e regolazione e dalle idrovore.

LE PREOCCUPAZIONI DEL CONSORZIO - Desta però una certa preoccupazione l’andamento delle portate del Fiume Tagliamento e del Torrente Torre, principali fonti di alimentazione della fitta rete di canali che, solcando il territorio consortile nel Medio Friuli, garantiscono non solo l’approvvigionamento a fini irrigui ma apportano benefici ambientali e paesaggistici (servizio eco-sistemico). Le scarse precipitazioni nel mese di giugno nelle aree montane, infatti, stanno comportando una graduale riduzione delle portate fluenti, con possibile situazione di deficit idrico presso la principale opera di presa di Ospedaletto, comune di Gemona del Friuli. Il Consorzio sta monitorando costantemente la situazione al fine di gestire al meglio eventuali criticità nel mese di luglio, periodo in cui le colture evidenziano il maggiore fabbisogno irriguo.