17 agosto 2019
Aggiornato 13:00
Montagna

Legambiente Fvg dà i voti: assegnate le bandiere nere e verdi

Bocciati Promoturismo Fvg e Comune di Cavazzo Carnico. Promossi gli ‘Amici di Osais’ e una coppia di allevatori di Ravascletto
Legambiente Fvg dà i voti: assegnate le bandiere nere e verdi
Legambiente Fvg dà i voti: assegnate le bandiere nere e verdi

TOLMEZZO – E’ un appuntamento ormai immancabile, che ogni anno, a inizio estate, contribuisce a mettere in evidenza comportamenti virtuosi o meno virtuosi di chi vive, lavora o semplicemente fa business in montagna. Si tratta delle bandiere verdi e nere assegnate da Legambiente Fvg nell’ambito dell’iniziativa nazionale Carovana delle Alpi.

I BOCCIATI – Due le bandiere nere assegnate nel 2018: a Promoturismo Fvg e al Comune di Cavazzo Carnico. Nel primo caso, a scontentare l’associazione ambientalista, è la mancata svolta slow annunciata con il varo del piano del turismo 2014-2018. «Dopo anni di investimenti a vuoto in piste e impianti – chiariscono i rappresentanti di Legambiente – ci aspettavamo una svolta. E invece sono stati spesi 3 milioni di euro per una devastante nuova pista di discesa e sciovia nella piccola stazione turistica di Pradibosco». Non solo, PromoturimoFvg è finita nel mirino per aver organizzato le discese fuoripista con l’utilizzo degli elicotteri a Tarvisio e Sella Nevea, e per aver patrocinato manifestazioni come la ‘Motocavalcata delle Alpi Carniche’ e la ‘MulaTrial delle Valli del Natisone’. La bocciatura di Cavazzo, invece, dipende dal cambio di politica sulla gestione del Lago dei Tre Comuni, con l’amministrazione che si è espressa contro l’ipotesi di spostare più a sud lo scarico della Centrale di Somplago.

I PROMOSSI – Le bandiere verdi sono state assegnate all’associazione ‘Amici di Osais’, per il suo impegno nella manutenzione dei sentieri, nella cura dei prati abbandonati e nella difesa dei corsi d’acqua della Val Pesarina, oltre che a Roberto De Prato e Edda De Crignis, marito e moglie, allevatori di Ravascletto, che si sono tirati contro le ire dei motociclisti dopo averli fotografati su percorsi interdetti al motocross.