20 aprile 2019
Aggiornato 19:00
Il 3 luglio

Omicidio Orlando: alla seconda udienza Mazzega entra dal retro

In aula c'erano anche i familiari di Nadia, i genitori Andrea e Antonella e Paolo, il fratello minore, nonché il sindaco di Dignano, Riccardo Zuccolo
Omicidio Orlando: alla seconda udienza Mazzega entra dal retro
Omicidio Orlando: alla seconda udienza Mazzega entra dal retro

UDINE - Seconda udienza, nella mattinata del 3 luglio, per il processo (con il rito abbreviato), a carico di Francesco Mazzega. L'uomo di 37 anni è accusato dell'omicidio della giovane fidanzata Nadia Orlando. Mazzega è arrivato in aula dal retro, lontano da giornalisti, fotografi e da tre amici della famiglia Orlando presenti in Tribunale con i cartelli per ricordare la ragazza.

LA FAMIGLIA - In aula c'erano anche i familiari di Nadia, i genitori Andrea e Antonella e Paolo, il fratello minore, nonché il sindaco di Dignano, Riccardo Zuccolo. Nell'aula, al primo piano del tribunale di Udine, è stato allestito anche un sistema di proiezione che il pm Letizia Puppa utilizzerà per la sua requisitoria che apre l'udienza prima della discussione delle altre parti, gli avvocati di parte civile e della difesa.

CHIESTI 30 ANNI - La Procura ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione per Francesco Mazzega. Il pm Letizia Puppa, titolare del fascicolo, ha chiuso la sua requisitoria: due ore in cui il pubblico ministero ha ricostruito l'omicidio della ragazza, proiettando anche alcune immagini della giovane vittima, morta nell'auto con cui Mazzega vagò tutta la notte prima di costituirsi, il mattino seguente, alla Polizia stradale di Palmanova.

FUTILI MOTIVI - Il pubblico ministero ha inoltre chiesto che venga riconosciuta l'aggravante dell'omicidio commesso per futili motivi e che non vengano concesse attenuanti, arrivando così a formulare la richiesta di condanna al massimo della pena per il rito abbreviato. Dopo una breve pausa, Mazzega ha manifestato l'intenzione di rendere dichiarazioni spontanee davanti al gup Mariarosa Persico. Poi la parola passerà agli avvocati delle parti civili e della difesa.