22 ottobre 2018
Aggiornato 12:30

Solitudine: nel 2017 5.473 chiamate di aiuto dal Fvg

Il dato è stato raccolto da Telefono Amico Italia. Nei prossimi due anni il capoluogo friulano diventerà città di riferimento su questo tema
Solitudine: nel 2017 5.473 chiamate di aiuto dal Fvg
Solitudine: nel 2017 5.473 chiamate di aiuto dal Fvg (Diario)

UDINE – In un mondo ‘iper-connesso’ tutto questo può risultare paradossale, in realtà la solitudine, ormai, è una vera e propria ‘piaga sociale’ che, se non gestita consapevolmente, può trasformarsi in isolamento, apparentemente senza via d’uscita, e può portare a depressione, suicidio, violenza. Un tema estremamente attuale anche in una città come Udine, dove esiste un Centro Telefono Amico Italia, che impegna 14 volontari e che nel corso del 2017 ha registrato 2.030 contatti diretti, per la gran parte dovuti a depressione e disagio psichico. Nel primo caso sono state soprattutto persone tra i 56 e i 65 anni a chiamare (44,44%), nel secondo quelle tra i 36 e i 45 anni (26,67%). Per quanto concerne la depressione, è significativo anche il dato relativo alla fascia d’età tra i 15 e i 18 anni (22,22%) e tra i 36 e i 45 anni (22,2%). Per il disagio sociale, quelle tra i 46 e i 55 anni (26,67%) e tra i 19 e i 25 anni (20%).

UDINE CITTA’ RIFERIMENTO CONTRO LA SOLITUDINE - Un disagio che tocca tutti, giovani e anziani, uomini e donne, in qualunque fascia d’età e per i motivi più vari. Un tema su cui le associazioni Artess e Ifotes, con il sostegno di Comune e Regione, vogliono accendere i riflettori, facendo diventare Udine città di riferimento contro la solitudine. Per farlo hanno lanciato un biennio di eventi (2018-2020), riflessioni, approfondimenti dal titolo ‘Solitudini e no. Insieme per il benessere emozionale e sociale’, che culminerà, nel luglio 2019, con il convegno internazionale ‘Leaving loneliness – Building relationships’ ospitato proprio nel capoluogo friulano (sono attesi oltre 900 persone da tutto il mondo). L’iniziativa è stata presentata nella Casa della Contadinanza, a Udine, dalla presidente di Ifotes (International Federation of Telephone Emergency Services) Tina Duvivier, dalla direttrice Diana Rucli, dalla coordinatrice del progetto O.M.S. ‘Città Sane’ Stefania Pascut, dal professor Franco Fabbro, ordinario di Neuropsichiatria Infantile dell’Università di Udine e referente del Comitato Scientifico del congresso internazionale ‘Uscire dalla solitudine-costruire relazioni’, dal presidente di Telefono Amico Italia Monica Petra, l’assessore comunale Giovanni Barillari e da Viktor Staudt, autore di libri e testimonial, sopravvissuto a un tentativo di suicidio.

I NUMERI IN FVG - Milioni di persone, ogni anno, trovandosi in situazione di disagio emotivo, si rivolgono alle linee telefoniche di emergenza per cercare ascolto, aiuto, conforto. Il 32% delle telefonate ricevute, in Italia, fa riferimento alla solitudine, il 23% in Europa. Il problema si ricollega a temi come l’assenza o la perdita di relazioni significative, la disgregazione dei nuclei familiari, la mancanza di lavoro, l’abbandono scolastico, la malattia, le dipendenze, l’immigrazione, l’emarginazione sociale, il bullismo. Proprio per dare un supporto emozionale, anche in situazioni di crisi, in modo anonimo, nel 1967 è nata Ifotes, realtà che riunisce le associazioni nazionali dei Servizi Telefonici di Emergenza (Tes). Complessivamente, la rete di Telefono Amico Italia (presente in tutto il Paese), nel 2017, ha ricevuto, dal Friuli Venezia Giulia, 5.473 chiamate, 4.870 delle quali provenienti dalla provincia di Udine, con prefisso 0432 per un totale di 404 ore totali di telefonate (questi ultimi dati si riferiscono a persone che chiamano dal Fvg ma ricevono risposte da volontari che si trovano fuori dalla regione, in uno dei 20 centri di Telefono Amico Italia). L’utente tipo del Fvg è un uomo, con un’età compresa tra i 56 e i 65 anni, che per il 33% dei casi è affetto da solitudine. Molti di coloro che chiamano lo fanno semplicemente per commentare i fatti di cronaca, non avendo parenti o amici con cui confrontarsi.

GLI OBIETTIVI DEL BIENNIO DI EVENTI - «Vogliamo portare il tema della solitudine al centro del dibattito pubblico – spiega Diana Rucli, direttore di Ifotes –, promuovendo il benessere sociale attraverso il benessere relazionale, e offrendo alle persone una via d’uscita e una visione positiva e più serena della vita». Un tema, quello della solitudine, che in alcuni Paesi europei è considerato una priorità: basta guardare cosa avviene in Gran Bretagna, dove esiste addirittura un ministero dedicato. Da qui l’intenzione di Ifotes e Artess di far comprendere l’importanza del tema alle istituzioni italiane. «Vorremmo contribuire a rendere la nostra società più vivibile – aggiunge Rucli – migliorando la qualità della vita di tutti».
L’assessore Barillari, riconoscendo alla giunta Honsell di aver svolto un ottimo lavoro in questo settore, ha confermato l’intenzione di mantenere alta l’attenzione del Comune sul tema della solitudine, anche perché l’età media degli abitanti si sta inesorabilmente alzando. Una realtà, quella di Udine, dove vivono 22 mila nuclei mono-famigliari. A chiudere la serie di interventi, Viktor Staudt, il testimonial scelto per il biennio di eventi. Olandese di origine, 18 anni fa ha tentato di togliersi la vita gettandosi sotto un treno e ha perso le gambe. Ora racconta quello che ha passato con l’obiettivo di aiutare chi attraversa un momento di difficoltà: «Depressione e ansia sviluppano solitudine, e spesso la solitudine uccide. Ho deciso di raccontare la mia storia per convincere le persone ad aprirsi e a raccontare. Parlare – conclude – consente di trovare un’alternativa».