25 giugno 2019
Aggiornato 00:30
La polemica

Aperture festive: passo falso dell’assessore Bini

Precisazione di Fi e Lega, critiche da Cgil e Pd: tutti chiedono limitazioni alla deregulation del commercio
Aperture festive: passo falso dell’assessore Bini
Aperture festive: passo falso dell’assessore Bini Adobe Stock

UDINE – Hanno creato un vero terremoto politico le dichiarazioni rilasciate dall’assessore regionale alle Attività Produttive Sergio Bini, che nei giorni scorsi ha escluso la possibilità di nuovi interventi per limitare il numero delle aperture festive degli esercizi commerciali. Parole che non sono piaciute ai suoi alleati (Lega e Forza Italia su tutti) e che sono state utilizzate dal Pd per innescare una polemica politica. Critici anche i sindacati.

LA PRECISAZIONE DELLA MAGGIORANZA -  «La posizione della Lega e di Forza Italia sulle aperture domenicali rimane immutata: scippano spazi familiari e sono una minaccia gravissima per i piccoli negozi. Consci che il mondo va avanti non possiamo, però, sottrarci a immaginare delle regole che mitighino una deregulation selvaggia. Rimaniamo, perciò, favorevoli all'introduzione di almeno 12 chiusure festive obbligatorie e riteniamo necessaria una rivisitazione della disciplina nazionale affinché venga demandata alle Regioni la competenza a definirle». A dirlo, in una nota congiunta, sono Mauro Bordin, presidente del Gruppo della Lega e Pier Mauro Zanin, presidente del Gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. «Non vogliamo demonizzare la grande distribuzione ma non possiamo nemmeno chiudere gli occhi di fronte al prodotto di una liberalizzazione selvaggia che ha visto morire centinaia di piccole attività e proliferare i centri commerciali. Crediamo sia sufficiente parlare con chi lavora nei grandi centri per rendersi conto delle problematiche che investono le loro famiglie. Non cerchiamo un ritorno al passato, certo più romantico e a misura d'uomo, ma una regolamentazione della materia a tutela di lavoratori e piccoli negozi».

L’AFFONDO DEI SINDACATI – «Vorremmo sapere se l’assessore Bini parla a titolo personale o se la sua è la posizione di tutta la giunta regionale. Il che ci parrebbe strano, viste le ripetute iniziative della Lega Nord contro la deregulation degli orari nel corso della passata legislatura, e il voto trasversale sulla legge che puntava a introdurre alcune chiusure festive obbligatorie». La Cgil del Friuli Venezia Giulia replica così alla presa di posizione dell’assessore Bini. «Su un tema così importante e sentito sia dai lavoratori che dai cittadini – spiega Pezzetta – credo che spetti al presidente chiarire qual è l’orientamento della Giunta, così capiremo se qualcuno ha cambiato idea rispetto a quanto sostenuto dai banchi dell’opposizione o in campagna elettorale. Di sicuro, dal nostro punto di vista, sarebbe un passo indietro per questa regione, che dopo aver fatto da apripista alla possibilità di una modifica delle attuali regole, sia pure con una legge bocciata dalla Corte Costituzionale, adesso sarebbe rassegnata alla deregulation del settore, proprio mentre un disegno di legge in discussione in Parlamento prevede chiusure obbligatorie in alcune delle principali festività».

L’ATTACCO DEL PD - «Prendiamo atto che Lega e Forza Italia sfiduciano l'assessore Bini». Lo afferma il segretario regionale del Pd Salvatore Spitaleri, commentando le dichiarazioni congiunte di Mauro Bordin, presidente del Gruppo della Lega e Pier Mauro Zanin, presidente del Gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. «Praticamente alla prima uscita ufficiale davanti alle associazioni di categoria - osserva Spitaleri - l'assessore Bini ha incarnato al meglio gli spiriti più aggressivi del capitalismo selvaggio. Doveva essere l'imprenditore dal volto umano prestato alla politica e invece si è rivelato un ispirato seguace di quel Mario Monti esecrato dalla Lega. Alla luce delle precisazioni di Bordin e Zanin, non resta che chiederci se vi è ancora convergenza di visione tra l'assessore, il presidente Fedriga che l'ha nominato fiduciariamente e la maggioranza che sostiene la Giunta o se si tratta - conclude - di prove di forza di Progetto Fvg in vista dei prossimi appuntamenti elettorali».

Critico anche Sergio Bolzonello, capogruppo dem in Consiglio regionale: "La regolamentazione sugli orari dei negozi e sul tetto alle aperture festive era ed è una norma di buon senso a tutela del commercio e delle famiglie. Noi siamo rimasti coerentemente su questa posizione. Chi invece, in passato, ha costruito spot elettorali in tal senso, pare abbia
cambiato idea".