16 novembre 2018
Aggiornato 08:30

Gli agricoltori biologici contro Fidenato: «La sua 'battaglietta' è puro folklore»

Presa di posizione di Aiab-Aprobio Fvg, che si appella alla Regione per una tutela maggiore del biologico
Gli agricoltori biologici contro Fidenato: «La sua 'battaglietta' è puro folklore»
Gli agricoltori biologici contro Fidenato: «La sua 'battaglietta' è puro folklore» (Fidenato)

PORDENONE - «La battaglietta di Fidenato e dei suoi prodi è ormai fuori dal tempo e non si comprende quali ne siano i significati se non puro folklore. Bene ha fatto il Mipaaf a ordinare la distruzione delle piante transgeniche seminate (per l'ennesima volta!) a Vivaro e Colloredo di Montalbano, e speriamo che il costo dell'intervento non sia a carico nostro, ovvero dei cittadini rispettosi del quadro normativo vigente. Nonostante il perenne far finta di non comprendere da parte del tenace Fidenato, le regole sono chiare, sia quelle europee che quelle nazionali e regionali, quindi non c'è nessuna battaglia di libertà ma solo il tentativo di dare spettacolo su un palcoscenico che ormai interessa veramente a pochi». A prendere posizione sono i produttori biologici e nello specifico l'Aiab-Aprobio Fvg. 

«Per i produttori biologici regionali e per tutti i cittadini che tengono alla propria possibilità di coltivare e scegliere, ovvero a quella cosa ancora poco compresa che si chiama sovranità alimentare - si legge in una nota - è fondamentale poter contare sulle autorità e sapere garantita la propria libertà. Il biologico può contare su specifiche norme europee dal 1991, ma la loro elaborazione continua e si evolve con le conoscenze tecnico-scientifiche e le richieste dei cittadini. Questo è uno dei motivi del grande successo che il biologico sta vivendo negli ultimi sei anni, non avessimo avuto un supporto ed una condivisione così ampia non avremmo potuto sviluppare e normare nel dettaglio molte filiere bio. Quindi a buon intenditor…Ma come associazione, Aiab-Aprobio Fvg, cogliamo anche l'occasione per ribadire come dire no alla coltivazione degli Omg non sia abbastanza, Mipaaf e Regione facciano davvero partire delle filiere Ogm-free, cominciando dalla normativa per l'etichettatura Ogm-free. Lo sforzo può essere simbolico, basta copiare dalla provincia di Bolzano o dall'Austria o dalla Slovenia, non serve molta creatività».

"E sempre nel ragionamento che dire no agli Ogm - conclude la nota - ha senso se si costruiscono delle alternative: il biologico è l'alternativa vincente (per l'ambiente, gli agricoltori e il mercato) ma la Regione Fvgdeve mantenere gli impegni sui pagamenti agro-ambientali (Mis. 11 del PSR). Il procrastinarsi dei ritardi e l'incomprensibile complicatezza nella gestione delle pratiche sono inaccettabili quanto le provocazioni di Fidenato, ma purtroppo meno facilmente perseguibili legalmente».