15 dicembre 2018
Aggiornato 08:01

Cluster Comet presenta l'analisi della Metalmeccanica in Regione

La ricerca “La Metalmeccanica nel Friuli Venezia Giulia. Analisi strutturale e trend negli ultimi 15 anni” è stata commissionata alle Università di Trieste e Udine e prende in esame un campione rappresentativo delle imprese del comparto. Una fotografia precisa che evidenzia la crescita e l’evoluzione del settore in Friuli Venezia Giulia
Cluster Comet presenta l'analisi della Metalmeccanica in Regione
Cluster Comet presenta l'analisi della Metalmeccanica in Regione (Diario di Pordenone)

PORDENONE - Oggi, 16 luglio, alle 17.30, verrà presentato nella sede di Unindustria a Pordenone il risultato dell’analisi 'La Metalmeccanica nel Friuli Venezia Giulia. Analisi strutturale e trend negli ultimi 15 anni', commissionata dal Cluster COMET alle Università degli Studi di Trieste e Udine. All’incontro interverranno Michelangelo Agrusti, Presidente Unindustria Pordenone, Sergio Barel, Presidente Cluster COMET, Marina Chiarvesio, del Dipartimento di Scienze economiche e statistiche dell’Università degli Studi di Udine, e Mattia Onofri, Sales Manager di Euler Hermes Italia. Alla presentazione della ricerca seguirà una tavola rotonda moderata da Guido Bortoluzzi, del Dipartimento DEAMS dell’Università di Trieste che vedrà la partecipazione di: Gianfranco Bisaro, Presidente sezione Metalmeccanica Unindustria Pordenone, Marco Camuccio, Sales Manager di Premek, e di Angelo Megaro, Direttore Centro Studi Federmeccanica.

ANALISI DEGLI ULTIMI 15 ANNI - Sono quasi 250 le imprese del campione rappresentativo oggetto dello screening condotto dai due Atenei per elaborare un report idoneo a delineare l’andamento, negli ultimi quindici anni, del comparto della metalmeccanica, motore trainante dell’economia regionale. Il coinvolgimento delle due università friulane ribadisce l’importanza della collaborazione e del sapere far squadra e conferma la volontà del Cluster COMET di cooperare e sostenere le eccellenze del territorio. Un impegno, questo, che ha portato l’Ente ad essere riferimento regionale per la gestione del sistema Metalmeccanico, nonché, il Cluster più importante del territorio, che rappresenta più di 3.800 imprese, oltre 54 mila occupati. Un settore che rappresenta il 48 per cento delle aziende manifatturiere del Friuli Venezia Giulia.

COS'E' EMERSO? - La fotografia scattata da questa analisi è nitida: dopo anni di sofferenza, la filiera metalmeccanica ha saputo reagire, dimostrando una naturale resilienza e si stanno registrando performance competitive, in alcuni casi, migliori del periodo pre crisi. Le aziende stanno tornando a brillare, in termini di fatturato, grazie alla lungimiranza di imprenditori che hanno scommesso su ricerca, progettazione, internazionalizzazione e servizi. Dissolta la nebbia della crisi, infatti, si fa limpido l’avvento di un settore che punta a diventare centro dell’economia mitteleuropea, capace di dialogare con il mondo intero. Tanto è vero che oltre il 72 per cento delle imprese analizzate risultano commercialmente presenti all’estero, in primis, nell’industria manifatturiera tedesca. Senza considerare l’export definito 'indiretto'. In scia al dinamismo dell’export, impenna anche la voglia delle PMI di sperimentare e di confrontarsi con il nuovo paradigma dell’industria 4.0: il 78 per cento del campione ad esame ha dichiarato, d’altronde, di aver adottato almeno una delle soluzioni o tecnologie 4.0.

ATTIVITA' E PROGETTI FUTURI - Tuttavia, dall’ascolto delle necessità degli imprenditori, è chiaro come, nonostante l’effettiva intenzione di sperimentare nuove tecnologie e la storica propensione all’innovazione incrementale, vi siano ancora delle incertezze sulla reale applicabilità e quindi ad investire in tecnologie adatte a un’innovazione radicale. Ed è proprio da qui che il Cluster COMET vuole partire per l’aggiornamento delle traiettorie 'S3' della metalmeccanica in Friuli Venezia Giulia e implementare nuove attività e progetti: trasformando il tradizionale tessuto imprenditoriale friulano in Industria 4.0, considerando, però, sempre centrale il ruolo dell'uomo.