20 ottobre 2018
Aggiornato 07:00

Paradoxa 2018: a Udine in mostra l'arte di metà Corea

Al via la terza e ultima tappa del progetto dedicato all’arte contemporanea orientale. Dopo Giappone e Cina, è la volta degli artisti della Corea del Sud
Paradoxa 2018: a Udine in mostra l'arte di metà Corea
Paradoxa 2018: a Udine in mostra l'arte di metà Corea (Comune di Udine)

UDINE – Si concluderà con una mostra dedicata all’arte contemporanea della Corea del Sud, la trilogia espositiva Paradoxa, a Casa Cavazzini - Civici Musei di Udine. Questa edizione è prodotta dal Comune di Udine, con la collaborazione di ERPAC - Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Far East Film Festival e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine. L’inaugurazione, aperta al pubblico, è fissata per venerdì 20 luglio alle 18. «Questa edizione – come ha ricordato il curatore della mostra, Denis Viva, docente di storia dell’arte contemporanea e pratiche museali alle Università di Udine e Trento – si contraddistinguerà per la sua sensibilità ai fatti politici. Mai, credo, in Italia si è sentito parlare così tanto di Corea e mai, ritengo, è stato così necessario volgere lo sguardo all'arte di quel paese: l'unica che, al di là dei toni sensazionalistici e dell'altalenarsi diplomatico, ci offre una riflessione sedimentata, profonda, capace di restituirci l'esperienza di vivere in un paese diviso».

GLI ARTISTI - Ad esporre dal 21 luglio al 14 ottobre 2018 negli spazi di Casa Cavazzini, il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Udine, tre artisti coreani: Yee Sookyung, Park Chang-kyong e Kyung-ah Ham. Molto affermati in patria e già apprezzati anche a livello internazionale (Yee ha appena partecipato alla scorsa Biennale di Venezia), i tre artisti invitati proporranno opere di scultura, arte tessile, pittura e video arte, lavori densi di riferimenti alla cultura coreana tradizionale, ma anche alla delicata attualità che ha visto la penisola coreana al centro di tensioni politiche mondiali, con una fase di distensione appena avviata dall'incontro di Singapore.

IL PROGETTO - Avviatosi nel 2016, Paradoxa è un progetto espositivo triennale, organizzato dai Civici Musei di Udine e curato da Denis Viva, teso ad investigare le forme attuali dell'arte contemporanea dell’estremo oriente, rintracciandovi i temi del paradosso e della contraddizione, in una globalizzazione crescente che ha reso sempre più protagonista quell'area asiatica. Dopo aver condotto il visitatore alla scoperta degli artisti nipponici nel 2016 e dei creativi cinesi nel 2017, la rassegna triennale quest’anno fa virtualmente tappa in Corea, concludendo quell'esplorazione avviata in abbinamento al Far East Film Festival. Il focus di questa edizione sarà sul controverso tema dell’identità nazionale e del rapporto con la tradizione della cultura coreana, che da decenni vive imprigionata in un dualismo politico che contrappone i regimi più chiusi, retaggio della storia politica del Novecento, alle politiche più aperte e dinamiche verso l'estero. Una mostra che ben si lega al momento attuale ed alle complesse dinamiche in atto tra l’Occidente e il regime di Kim Jong-un, e che cerca di fornire al pubblico spunti di riflessione attraverso lo sguardo di tre insider d’eccezione.

GLI ARTISTI COREANI - Nati tutti negli anni ’60 ed attivi sulla scena culturale coreana dai primi anni Novanta, i tre artisti in mostra sono accomunati dalla forte intensità con cui cercano un dialogo con la cultura tradizionale coreana ed ingaggiano al contempo un confronto con la storia recente e con la cronaca del paese estremo orientale ancora oggi diviso. Giunta alla sua ultima edizione, Paradoxa ha trovato ad Udine terreno fertile, con un pubblico sensibile e ricettivo, curioso di approfondire nuovi aspetti della cultura e della società asiatica. La città friulana, del resto, accoglie da ormai 20 anni il Far East Film Festival, il più grande festival europeo del cinema asiatico, rendendo familiare l’estremo oriente qui in Friuli, nell'oriente italiano. «Le espressioni artistiche dell’estremo Oriente hanno profondamente affascinato il pubblico europeo per i temi trattati, per quell’alone di mistero che esse racchiudevano, per la perizia tecnica delle realizzazioni. Con la rapida evoluzione della tecnologia e delle relazioni internazionali il dialogo tra Oriente e Occidente è divenuto sempre più frequente ed intenso anche in campo artistico e sempre più numerosi artisti del far east, con le loro opere, oggi influenzano direttamente la nostra realtà» ha commentato Fabrizio Cigolot, Assessore alla Cultura del Comune di Udine. La mostra sarà visitabile dal 14 luglio al 14 ottobre, da martedì a domenica, dalle 10.30 alle 19, orario continuato. Percorsi assistiti in mostra a cura di Altreforme.