25 giugno 2019
Aggiornato 00:30
Indagini Carabinieri Palmanova

Furti di sonde endoscopiche negli ospedali: i carabinieri arrestano 3 persone

Altre 4 persone, due uomini e due donne, destinatari di altrettante ordinanze di custodia cautelare, sono tuttora ricercati
Furti di sonde endoscopiche negli ospedali: i carabinieri arrestano 3 persone
Furti di sonde endoscopiche negli ospedali: i carabinieri arrestano 3 persone

UDINE - Sono tre le persone arrestate e quattro quelle ancora ricercate dai carabinieri di Palmanova che hanno condotto le indagini per individuare la banda dedita al furto negli ospedale del Fvg e del Piemonte.

I LADRI - Un gruppo di cittadini colombiani, dediti al furto e alla spedizione in Colombia di apparecchiature endoscopiche rubate in ospedali del Nord Italia e della Croazia, è stato individuato e disarticolato al termine di una complessa indagine dei Carabinieri della Compagnia di Palmanova (Udine). Il gruppo è ritenuto responsabile di una serie di furti di apparecchiature sanitarie per un valore complessivo di oltre 1 milione e 200 mila euro, in parte recuperate.

ARRESTI - Tre cittadini colombiani, due uomini di 55 e 53 anni e una donna di 28, sono stati già arrestati durante le indagini. Altre 4 persone, due uomini e due donne, destinatari di altrettante ordinanze di custodia cautelare, sono tuttora ricercati. Le indagini, condotte dai militari del Norm di Palmanova e coordinate dalle Procure di Udine, Trieste e Torino, erano partite a seguito del furto di sette sonde endoscopiche e di due sistemi televisivi per endoscopia del valore di circa 300 mila euro rubati il 27 agosto 2016 nel reparto di gastroenterologia dell'ospedale di Palmanova (Udine).

FURTI - I Carabinieri hanno ricostruito altri tre episodi di furti commessi il 14 agosto 2016 all'ospedale di Cattinara (Trieste) del valore di 345 mila euro, il 22 agosto 2016 in quello di Pola in Croazia per un valore di circa 100 mila euro e il 27 novembre 2016 all'ospedale Edoardo Agnello di Pinerolo (Torino) per un valore di circa 472 mila euro. Il gruppo, che faceva base in provincia di Milano, spediva poi il materiale in Colombia tramite pacchi postali.