13 dicembre 2018
Aggiornato 02:00

Riccardi, "Maniago Knife Makers" è un modello che promuove il FVG nel mondo

Quattro aziende di Maniago che producono coltelli hanno voluto regalare al museo dell'arte fabbrile un prestigioso riconoscimento ricevuto negli Stati Uniti a una delle più grandi rassegne mondiali dedicata alle lame
Quattro aziende del coltello hanno regalato al museo dell'arte fabbrile il premio vinto al "Blade show" di Atlanta per il miglior progetto di collaborazione di impresa
Quattro aziende del coltello hanno regalato al museo dell'arte fabbrile il premio vinto al "Blade show" di Atlanta per il miglior progetto di collaborazione di impresa (Regione Friuli Venezia Giulia)

MANIAGO - "Una lezione che deve essere da stimolo anche per altri imprenditori, affinchè intorno a questa esperienza si possano aggregare altre forze che diano ancora più slancio ad una delle attività storiche del Friuli Venezia Giulia. Anche la politica regionale farà la sua parte, mettendo a disposizione gli uffici di Bruxelles per fare azione di lobby nel tentativo di superare una legislazione comunitaria che non favorisce la crescita del settore". Lo ha detto il vicegovernatore della Regione Riccardo Riccardi partecipando ad una cerimonia durante la quale quattro aziende del luogo che producono coltelli - Fox, Lionsteel, Mercury e Viper - hanno voluto regalare al museo dell'arte fabbrile un prestigioso riconoscimento ricevuto negli Stati Uniti. Si tratta del premio vinto ad Atlanta al 'Blade show', una delle più grandi rassegne mondiali dedicata alle lame, manifestazione alla quale le realtà locali si sono presentate sotto il cappello del marchio territoriale 'MkM - Maniago Knife Makers' vincendo il titolo per il miglior progetto di collaborazione di impresa nonché dei premi individuali.

Alla presenza del sindaco di Maniago Andrea Carli, del presidente del Consorzio del coltello Federico Coassin e del direttore del Nip Saverio Maisto, il vicegovernatore della Regione ha evidenziato il senso di appartenenza al territorio che questi imprenditori hanno dimostrato aggregandosi per esportare il 'Made in Fvg' nel modo. "L'esperienza americana - ha detto Riccardi - rappresenta la scintilla che fa accendere la voglia di raggiungere altri prestigiosi risultati. Questi importanti titoli sono determinati dall'impegno e dal saper fare artigiano, insito nel Dna di chi vive in questa terra. A ciò si aggiunge l'importanza della formazione - ha aggiunto Riccardi - che ha consentito a questa comunità di far crescere grandi imprenditori".

Il vicegovernatore ha messo in risalto due elementi sui quali è necessario lavorare per dare agli imprenditori maniaghesi strumenti e norme per rafforzare la propria presenza sui mercati nazionale e mondiale.
Il primo è rappresentato dalla necessità di aggregare le forze "per superare lo stereotipo del "fare da soli». Il marchio territoriale MkM, attorno al quale si sono unite le quattro aziende maniaghesi, rappresenta una straordinaria lezione che deve essere da stimolo anche per gli altri produttori di lame della Città del coltello".
La seconda invece ha a che fare con la politica "che deve essere - ha detto Riccardi - al servizio delle imprese per cercare di costruire insieme a loro le condizioni per competere a livello globale".
Per il vicegovernatore questa partita si gioca su due livelli. "Uno di questi è regionale; agli imprenditori chiedo di darci elementi tecnici specifici con i quali correggere norme esistenti o costruirne delle nuove che possano rappresentare un rilancio per l'economia». La seconda è quella che si disputa invece in Europa, dove la legislazione sull'utilizzo delle lame è frastagliata e contradditoria, impedendo quindi la penetrazione nei mercati oltreconfine. "A Bruxelles - ha detto Riccardi - la Regione ha un proprio ufficio di rappresentanza. Diventa quindi necessario fare lobby, portando le nostre esigenze all'attenzione di altri Paesi che vivono la stessa situazione di difficoltà. In questo modo - ha concluso Riccardi - sarà possibile tentare di incidere positivamente su norme comunitarie che da un lato permettano la crescita delle nostre aziende e dall'altra tutelino le produzioni comunitarie dalle contraffazioni".