10 dicembre 2018
Aggiornato 19:30

Kruder & Dorfmeister: the electric sound of Tarvisio

Colpaccio estivo per il No Borders Music Festival che trasforma per una notte piazza Unità d’Italia in un summer dancefloor
Kruder & Dorfmeister : the electric sound of Tarvisio
Kruder & Dorfmeister : the electric sound of Tarvisio (Simone Di Luca)

TARVISIO - «Prima di tutti, meglio di tutti». Sintetizzerei in questo slogan la carriera di Peter Kruder e Richard Dorfmeister, aus Wien. Lounge, trip-hop, downtempo, breakbeat, nu-jazz, electro: negli anni ho sentito inventare e sconfinare in interi vocabolari neologismi di genere per definire la loro musica. Fatto sta che, comunque la si voglia chiamare, quella musica è stata fatta prima degli altri (innumerevoli seguaci quando è andata bene, cloni nell’altro caso) e soprattutto meglio.

Da Vienna, si diceva, che non viveva un periodo di avanguardie dall’epoca di Freud! E poi - una volta segnata la direzione - ecco una generazione di nuovi musicisti da club che andranno a creare una vera e propria Welle: DZihan & Kamien, Madrid de los Austrias, Mastalaski, alcuni nomi in quello che verrà ricordato come 'The Eclectic Sound Of Vienna' e di cui faranno parte naturalmente anche i progetti a seguire con Tosca per RD e la Peace Orchestra di PK.

Colpaccio estivo per il No Borders Music Festival che trasforma per una notte piazza Unità d’Italia in un summer dancefloor. Operazione che bissa il Parov Stelar dello scorso anno (anche lui, guarda un po’, austriaco) e che porterà nel medesimo oltre 2500 persone e tante da oltre confine per un’operazione a dir poco riuscita!

Il tour è uno di quelli in grande stile, si celebrano i venticinque anni dal primo singolo e della fondazione della casa discografica. Una ritmica lenta, inesorabile, febbrile, che puoi andare avanti tutta la notte a ballare senza sentirla! E’ questo il segreto sparato dai watt del mega impianto di K&D, allegati effetti by Lichterloh Tv, super team di videoartisti che con proiezioni minimal-optical contribuiscono all’esaltazione dello spettacolo.

Per il resto sole che picchia, afa ed un esercito composto in prevalenza da quarantenni dress-code rigorosamente nero e votati all'elettronica essenziale del duo viennese. Un breve acquazzone smorza la calura; l'odore metallico dell'asfalto bagnato è l'effetto speciale olfattivo della serata.

Tra pietre miliari come 'High Noon' e 'Going Under' la loro consolle fagocita Depeche Mode, Prince, Madonna e risputa pezzi revisited and re-worked come da manuale (tralasciando il delirante rimaneggiamento di 'A Me Me Piace O'Blues' di Pino Daniele con la speranza trattasi di un innocuo divertissement).  E così, dopo un set di quasi tre ore, si chiude a sorpresa con Johnny Cash che se lo fa suonare un dj qualsiasi non c’azzecca - ma che da K&D diventa figo, cool. Da antologia.

Non è facile ottenere un successo planetario abbinando stile decisamente metropolitano a cognomi che oltre confine risuonano come uno scioglilingua. Però è un dato di fatto che K&D Session, G-Stone, il suono elettrico di Vienna, sono diventati a distanza di un quarto di secolo degli slang, idiomi, elektronischer Neologismus. Icone.

Prossimi appuntamenti da segnalare per questa 23. edizione di NBMF i concerti nei rifugi del prossimo fine settimana tra cui mi permetto di sbandierare quello di Yann Tiersen (avete presente le musiche di Amélie Poulain?!) e gran finale ai laghi di Fusine con Ben Harper previsto per l’11 agosto. Imperdibili!