22 ottobre 2019
Aggiornato 21:30
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La proposta di FdI: «5 anni di residenza per l'assegnazione delle case Ater»

A Gorizia 48 alloggi sui 54 disponibili sono andati a cittadini stranieri: ecco perché Fratelli d'Italia vuole cambiare la legge regionale. Dubbi del Pd
La proposta di FdI: «5 anni di residenza per l'assegnazione delle case Ater»
La proposta di FdI: «5 anni di residenza per l'assegnazione delle case Ater»

UDINE – L’assegnazione delle case Ater balza al centro del dibattito politico. Ad innescare la miccia è stato ciò che è accaduto sul territorio di Gorizia, dove 48 alloggi sui 54 disponibili sono andati a cittadini stranieri. Un tema che Fratelli d’Italia intende far diventare prioritario nell’agenda politica regionale, facendo una proposta di legge che ‘blindi’ a 5 anni di residenza in Italia il limite per poter ottenere una casa ‘popolare' (limite che oggi è fissato a 2 anni). Una posizione non condivisa dagli esponenti regionali del Partito Democratico. 

LE RAGIONI DI FDI - Non solo 'limite dei 5 anni', come ha spiegato il promotore del disegno di legge, il consigliere regionale Claudio Giacomelli, chiunque presenterà domanda per l’assegnazione di una casa non dovrà disporre della proprietà titolarità di diritto di proprietà o del godimento di altri diritti su beni immobili ubicati in territorio italiano o all'estero. Inoltre, e questo varrà soprattutto per gli stranieri, non ci potranno più essere autocertificazioni riferite al periodo di permanenza sul territorio nazionale, ma dovranno essere i consolati ad attestare il periodo di residenza. «Questo perché ad oggi – assicura Giacomelli – Comuni e Ater non sono in grado di verificare se le certificazioni corrispondano al vero».

LE PERPLESSITA’ DEL PD - «Ora non basta più solo la Lega: anche FdI/An ingaggia una prova muscolare con i colleghi di maggioranza, su un tema così sensibile. Anziché continuare a battere su una questione che la Corte costituzionale ha già bocciato e che probabilmente casserebbe di nuovo, ci si impegni di più su seri controlli e non sulla burocratizzazione di un ente come l'Ater, cosa di cui nessuno sente il bisogno». A dirlo è il consigliere regionale del Pd, Diego Moretti, commentando la proposta di legge per la riforma delle Ater, e in particolare l'innalzamento degli anni di residenza in regione tra i requisiti di accesso agli alloggi popolari.