26 novembre 2020
Aggiornato 20:00
Direttiva Europea denominata Bolkestein

Giornata dei balneari: aderiscono all’iniziativa anche le spiagge del Fvg

«Il rischio concreto è che dal 2020 gli stabilimenti balneari potrebbero essere messi all’asta»

FVG - Anche gli operatori delle spiagge della regione Fvg aderiscono alla giornata dei balneari promossa a livello nazionale dal Sib, il Sindacato Italiano Balneari, aderente a Fipe/Confcommercio, la più grande organizzazione di categoria, che ha voluto dare vita a un’imponente manifestazione del settore per quantità di aderenti e per la diffusione sull'intero territorio nazionale.

OBIETTIVO della giornata sensibilizzare bagnanti e turisti anche delle spiagge del Friuli Venezia Giulia sui rischi connessi all’interpretazione che è stata data nel 2009 a una Direttiva Europea denominata Bolkestein, che ha portato all’abrogazione della Legge sul rinnovo automatico delle concessioni demaniali. «E’ stato anche grazie a questa legge che prevedeva il cosiddetto diritto di insistenza sulla concessione demaniale se anche nella nostra regione gli stabilimenti balneari, quasi tutti a conduzione familiare, sono cresciuti e hanno contribuito allo sviluppo del settore turistico – commenta il coordinatore regionale del Sindacato Italiano Balneari, Salvatore Sapienza – se non si interviene con una legge ad hoc e il nuovo Governo ha solennemente garantito che le aziende balneari saranno sottratte dalla Direttiva Bolkestein, il rischio concreto è che dal 2020 gli stabilimenti balneari potrebbero essere messi all’asta, favorendo i grandi gruppi industriali se non addirittura le organizzazioni illegali e quindi il riciclaggio di denaro. A un’azione del genere farebbe seguito un contenzioso giudiziario esteso, senza fine e soprattutto insostenibile per le Casse Erariali».

PER L’INTERA GIORNATA DEL 26 AGOSTO negli stabilimenti spiaggia della regione gli operatori aderenti al SIB (circa 35 in FVG) distribuiranno ai loro ospiti un pieghevole per fornire tutte le informazioni sulla Direttiva Europea e sul terremoto che potrebbe abbattersi sul sistema turistico nazionale se un provvedimento non metterà in salvo le concessioni demaniali. «Il settore e le imprese stanno attraversando un profondo stato di incertezza, senza investimenti e soprattutto senza futuro – sottolinea Sapienza - altri Paesi europei, nostri diretti concorrenti, si sono già dotati di leggi per dare stabilità e slancio alle attività balneari. In Spagna le concessioni sono state prorogate per 45 anni e in Portogallo per 75 per non parlare della Croazia dove la durata è di 99 anni. L’obiettivo è dare una certezza per il futuro alle concessioni già esistenti e ai concessionari pronti a fare nuovi investimenti, per poi andare a evidenza pubblica sui tratti di costa liberi da concessioni (oltre il 50% dell’esistente). Senza investimenti che sappiano andare incontro alle rinnovate esigenze della clientela, oggi non bastano più ombrellone lettini e qualche animazione, l’intero settore turistico balneare Italiano (alberghi, campeggi, agenzie, attività commerciali) soccomberà alla concorrenza».