15 dicembre 2018
Aggiornato 22:30

Dal primo gennaio i servizi sociali ai Comuni

Riccardi: «Il presidio socio assistenziale non può essere un fatto esclusivamente tecnico ma deve essere restituito alla sensibilità dei sindaci»
Dal primo gennaio i servizi sociali ai Comuni
Dal primo gennaio i servizi sociali ai Comuni (Regione Friuli Venezia Giulia)

FVG - Consentire ai Comuni del Friuli Venezia Giulia di svincolarsi liberamente dalle Unioni territoriali intercomunali (Uti) senza perdere servizi essenziali per i cittadini e contemporaneamente ricostituire gli ambiti per la gestione dei servizi sociali. È questo l'obiettivo delineato dagli assessori regionali Pierpaolo Roberti (Autonomie locali) e Riccardo Riccardi (vicegovernatore con delega a Salute e Politiche sociali) che a Tolmezzo hanno incontrato i Comuni montani dell'Uti della Carnia.

AMBITI - La data per la ricostituzione degli ambiti socio-assistenziali e il ritorno della gestione dei servizi sociali in capo ai Comuni è fissata per il 1 gennaio 2019. «Il presidio socio assistenziale non può essere un fatto esclusivamente tecnico ma deve essere restituito alla sensibilità dei sindaci», ha affermato Riccardi, al quale ha fatto eco Roberti ribadendo «la volontà, da un lato di consentire a tutti i Comuni di poter accedere ai contributi pubblici alle medesime condizioni, dall'altro di ritornare all'efficienza dei vecchi ambiti, ricostituendo l'assemblea dei sindaci dove ciascun primo cittadino ha diritto di esprimere la voce della propria comunità. Ciò non significa - hanno spiegato - un ritorno al passato tout court, bensì l'opportunità, attraverso questa fase di ascolto, di migliorare alcuni aspetti nel funzionamento degli ambiti, tenendo conto di eventuali nuove esigenze di gestione».

DISCREZIONALITA' - Da parte dei sindaci della Carnia, dove l'assetto territoriale non ha subito forti trasformazioni data la sostanziale coincidenza tra il territorio della Comunità montana, dell'ambito socio assistenziale e del distretto sanitario, è giunta la richiesta di poter continuare a mantenere la discrezionalità sulla scelta dell'ente gestore dei servizi sociali che, nello specifico, è stata delegata all'Azienda sanitaria. Quanto alla riforma degli enti locali, «dovrà essere una riforma che duri più della durata di un mandato, quindi sarà frutto della massima condivisione, senza imposizioni», ha concluso Roberti.