10 dicembre 2018
Aggiornato 15:00

Interrogazione «sull'utilizzo improprio» della pagina Fb del Comune

Quattro le questioni poste all’attenzione di Fontanini
Interrogazione «sull'utilizzo improprio» del pagina Fb del Comune
Interrogazione «sull'utilizzo improprio» del pagina Fb del Comune (Comune di Udine)

UDINE - Sulla pagina ufficiale (e istituzionale) del Comune di Udine (attualmente unica fonte di comunicazione con il mondo che sta fuori dal Palazzo) è un rincorrersi di post, molti dei quali riportano anche documenti, con i quali si sollecita una risposta dei cittadini. Cosa che pare non essere molto gradita a una buona fetta dei 9 mila utenti che commentano: «Vergognoso il modo in cui sta venendo gestita la comunicazione su questa pagina. Non si è mai visto che un'Istituzione condivida documenti interni con queste modalità... Sintomo, per altro, non solo di incapacità comunicativa ma anche di profondo disinteresse per i procedimenti di corretta comunicazione con gli utenti. Sono stati tanto disprezzati i corsi di comunicazione negli anni passati... Magari è arrivato il momento che anche le Istituzioni li seguano» (per citarne solo uno). 

L'INTERROGAZIONE - Ora però i capogruppo in consiglio comunale (Bertossi, Venanzi, Pirone e Patti, firmatari anche Marsico, Del Torre e Rosso) non ci stanno più e nella mattinata del 28 agosto hanno inviato comunicazione di un’«interrogazione, a risposta urgente, sull’utilizzo improprio della pagina istituzionale su Facebook del Comune di Udine» rivolta al sindaco, Pietro Fontanini al quale si chiede di darne conto in occasione del prossimo consiglio comunale.

RICHIESTE - Quattro le questioni poste all’attenzione del primo cittadino. I consiglieri chiedono innanzitutto «chi è il materiale esecutore dei post sinora pubblicati e se lo stesso è un dipendente dell’amministrazione comunale, soggetto gerarchicamente a un dirigente responsabile che ha autorizzato tali post». I firmatari entrano quindi nel merito domandando «quali provvedimenti» intende prendere «al fine di impedire che in futuro la pagina Facebook e tutti gli altri strumenti mediatici del Comune di Udine vengano utilizzati così impropriamente in palese e grave violazione di qualsiasi criterio di imparzialità e correttezza della pubblica amministrazione?».

ATTACCO - E quindi sferrano un attacco diretto: «Quali saranno le modalità di accesso a tale pagina per le comunicazioni da parte di tutti i capigruppo consiliari alla stregua di quanto consentito al capogruppo della Lega, posto che tutti devono ricevere la stessa ospitalità?». In chiusura si parla dei provvedimenti «disciplinari che sono stati adottati nei confronti del responsabile (o dei responsabili)» della «palese violazione del  codice deontologico e di buona condotta dei comunicatori pubblici», di cui parlano nella premessa dell’interrogazione, citando l’articolo 8. Bertossi, Venanzi, Pirone e Patti lamentano anche la pratica (adottata dal 20 agosto) di taggare «nei post decine di profili Facebook appartenenti in moltissimi casi a persone che non hanno alcuna veste istituzionale in qualche modo riconducibile al Comune di Udine e in alcuni addirittura palesemente falsi o di dubbio gusto per il linguaggio e le foto utilizzati». Non dimenticano poi «che molti utenti si sono visti cancellare arbitrariamente i loro commenti» e che «l’autore del post ha indagato e commentato il profilo personale di alcune persone intervenute pubblicandone dati sensibili». Fra le persone coinvolte «suo malgrado» anche «il sindaco di Tavagnacco Gianluca Maiarelli»