24 settembre 2018
Aggiornato 18:00

Riforma sanitaria, tavolo di confronto tra Riccardi e farmacisti

Dal dialogo appare necessario rivedere il modello dei Centri di aggregazione primaria, riassegnazione al territorio dell'attività riguardante i preparati galenici e rivisitazione della norma di settore del 1981
Confronto tra il vicegovernatore Riccardo Riccardi e rappresentanti regionali dell'Ordine dei farmacisti
Confronto tra il vicegovernatore Riccardo Riccardi e rappresentanti regionali dell'Ordine dei farmacisti (Regione Friuli-Venezia Giulia)

UDINE - Necessità di rivedere il modello dei Centri di aggregazione primaria, riassegnazione al territorio dell'attività riguardante i preparati galenici e, infine, rivisitazione della norma di settore del 1981, in particolare laddove definisce i turni di apertura.

INCONTRO COI FARMACISTI - Questi sono alcuni tra in principali temi evidenziati dai rappresentanti degli Ordini dei farmacisti del Friuli Venezia Giulia nel corso della riunione svoltasi oggi a Udine con il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute, Riccardo Riccardi. L'incontro rientra nell'ambito del percorso di ascolto avviato nelle scorse settimane dall'amministrazione regionale con i portatori di interesse del sistema sanitario, allo scopo di giungere ad una revisione della legge 17/2014.

FARMACISTI E MEDICI DI BASE - Nel suo intervento, Riccardi ha voluto prima di tutto evidenziare l'importanza del ruolo svolto dalla categoria, tanto per la capillare presenza delle farmacie quanto per la loro forma organizzativa. «I farmacisti - ha detto il vicegovernatore - al pari dei medici di base, rappresentano la frontiera territoriale della salute in quanto istituzioni che danno le prime risposte alle esigenze e alle richieste dei cittadini-pazienti».

SPESA E OFFERTA - Quindi Riccardi ha ricordato che in Friuli Venezia Giulia la spesa farmaceutica, compresa quella ospedaliera, incide per circa il 20% sul totale dei costi del sistema sanitario in regione. Il vicegovernatore si è poi soffermato sull'attività delle farmacie che va aldilà della semplice distribuzione dei medicinali «ma che può offrire ai cittadini più tipi di servizi, questi ultimi però garantiti al momento a macchia di leopardo».

IL DIALOGO - Riccardi ha quindi illustrato il percorso di dialogo e confronto che la Regione ha avviato nell'ambito della revisione della legge regionale 17/2014 sulla sanità anche attraverso la costituzione del comitato dei saggi, «ai quali - ha detto il vicegovernatore - verrà messo a disposizione il contributo emerso nella riunione di quest'oggi».

RICHIESTE DELL'ORDINE - Dal canto loro i rappresentanti dell'Ordine si sono soffermati sulla necessità di rivedere il sistema dei Centri di assistenza primaria avviati in alcune zone del Friuli Venezia Giulia in quanto penalizzerebbero l'attività dei farmacisti. Inoltre hanno evidenziato l'importanza di avere a disposizione una presenza capillare di medici di base, così come delle farmacie, distribuiti su tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia.

PREPARATI GALENICI - Sui preparati galenici, l'Ordine ha chiesto alla Regione di rivedere il sistema attuale che, in molti casi, affida alle farmacie ospedaliere questo compito. La loro proposta è stata quella di riassegnare il ruolo alle farmacie presenti nel territorio, superando così alcune difficoltà riscontrate dai cittadini tanto sui tempi di preparazione dei medicinali quanto sull'approvvigionamento delle materie prime. Su questo tema, inoltre, è stato chiesto al vicegovernatore di assegnare alle farmacie, in ambito mutualistico, le preparazioni galeniche destinate alle cure di patologie gravi.

LA LEGGE DEL 1981 - Infine l'Ordine ha auspicato una rivisitazione della legge regionale di settore risalente al 1981 in particolare nell'impianto riguardante i turni, proponendo di presentare al vicegovernatore una proposta di modifica calata sul territorio a vantaggio del cittadino.