21 settembre 2018
Aggiornato 22:30

Agroalimentare: nuove opportunità per la Pezzata Rossa Fvg

Grazie al progetto presentato in Regione, è stato costituito il polo della carne friulana di cui fanno 18 imprese agricole
Agroalimentare: nuove opportunità per la Pezzata Rossa Fvg
Agroalimentare: nuove opportunità per la Pezzata Rossa Fvg (Consorzio Agrario)

UDINE - Innovazione di processo e di prodotto per sviluppare la filiera della carne friulana di Pezzata Rossa guardando con attenzione alle esigenze del consumatore, alla sostenibilità degli allevamenti, a nuovi mercati e a un incremento del valore aggiunto delle imprese del comparto agricolo e della lavorazione della carne. Sono questi alcuni degli obiettivi del progetto dedicato alla razza bovina friulana, finanziato con complessivi 49.854 euro e realizzato nell'ambito della misura del programma di sviluppo rurale (Psr) del Friuli Venezia Giulia 2014-20 dedicata alla creazione di poli o reti per lo sviluppo di progetti di innovazione aziendale e di filiera. A presentarlo, a Udine nella sede della Regione, sono intervenuti l'assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, Andrea Lugo, direttore dell'associazione allevatori del Fvg (Aafvg), Edi Piasentier del dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell'ateneo udinese e Franco Moras, presidente dell'associazione nazionale allevatori bovini di razza Pezzata Rossa italiana (Anapri).

PRODUZIONE MADE IN FVG - Grazie al progetto, lo scorso aprile è stato costituito il polo della carne friulana di Pezzata Rossa di cui fanno 18 imprese agricole che allevano bovini a duplice attitudine di razza Pri, di 16 Comuni della Regione, con capofila la società agricola Pris, assieme a due cooperative agricole di carni e una ditta di macellazione e lavorazione carne per un numero complessivo di 24 partner. Fra i risultati attesi vi è l'aumento della produzione sostenibile e responsabile della trasformazione e della commercializzazione regionale della carne e degli hamburger friulani di Pezzata Rossa, l'incremento dei vitelloni e delle scottone allevati e la vendita nelle filiere corte negli agriturismi e nei nuovi mercati. L'attenzione al mercato è stata particolarmente apprezzata da Zannier che ha sottolineato una delle caratteristiche del progetto, quella di «avere previsto dei momenti di verifica attraverso un'analisi sensoriale del consumatore sul prodotto è un elemento che dà un riscontro misurabile e oggettivo per scegliere quale alimento collocare sul mercato». «Il consumatore - ha evidenziato l'assessore - non tiene più in considerazione solo il prezzo ma anche le peculiarità organolettiche del prodotto, la sicurezza garantita dai controlli che vengono effettuati lungo tutta la filiera, la sostenibilità e il benessere degli allevamenti; tutti elementi che sono presenti nel percorso presentato oggi».

GLI AUSPICI DELL'ASSESSORE - Un altro aspetto rilevante per Zannier, è la valorizzazione degli animali di fine carriera che offre ampie opportunità di mercato al momento non sfruttate. L'offerta attuale di carne regionale non considera, infatti, la vacca a fine carriera che invece, con la produzione di macinata, ha concrete e ampie opportunità di mercato come dimostra l'esplosione in Italia delle hamburgherie. «Diventa necessario - ha aggiunto Zannier - un coinvolgimento e un lavoro in rete fra i produttori per ottenere dei risultati significativi tenuto conto delle dimensioni aziendali e del nostro territorio che sono troppo piccole per economie legate a grosse aziende con numeri sufficienti per esser autonome nell'affrontare il mercato. Noi dobbiamo, quindi, sviluppare l'attuale tessuto economico produttivo e orientarci alle aggregazioni in un'ottica collaborativa e strutturata». Zannier ha altresì affermato la necessità di garantire la tenuta economica del comparto zootecnico, evidenziando quanto le filiere contribuiscono a farlo innalzando il livello di sostenibilità anche del primo anello della filiera stessa. «Valorizzando il prodotto - ha concluso l'assessore - riusciamo a dare una possibilità di un incremento reddituale anche al primo produttore»