14 novembre 2018
Aggiornato 21:30

Progetto Dory, pesca sostenibile e protezione dell'habitat marino

Così commenta l'assessore alle Risorse Agroalimentari Stefano Zannier: "Da un lato per ricostituire alcune specie di mare in sofferenza, dall'altro per trovare metodologie di pesca sostenibile per un equilibrio fra ambiente e attività ittica"
Assessore alle Risorse agroalimentari del Fvg, Stefano Zannier nel corso del seminario dedicato al progetto  Dory
Assessore alle Risorse agroalimentari del Fvg, Stefano Zannier nel corso del seminario dedicato al progetto Dory (Regione Friuli-Venezia Giulia)

UDINE - Una gestione della pesca più sostenibile e, parallelamente, un aumento delle pratiche di protezione dell'habitat marino e delle specie ittiche nell'Adriatico adottando soluzioni condivise per ridurre l'impatto ecologico delle attività di acquacoltura.

PROGETTO DORY - Sono queste le principali azioni del progetto Dory, finanziato dal programma di cooperazione transfrontaliera Interreg Italia-Croazia 2014-20, presentato oggi a Marano Lagunare con l'assessore alle Risorse agroalimentari del Fvg, Stefano Zannier, di cui fanno parte le Regioni Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Veneto, congiuntamente con Cnr-Ismar sede di Ancona, la Contea di Zara, Rera Agenzia di sviluppo contee di Spalato-Dalmazia e l'istituto di Oceanografia e pesca di Spalato.

SOSTENIBILITA' A LUNGO TERMINE - «Uno degli obiettivi dei progetti comunitari è quello di mettere insieme più attori per raggiungere finalità condivise e utili - ha indicato Zannier - e il progetto presentato oggi si inserisce in quest'ottica. Prevede interventi di sostenibilità a lungo termine volti a cambiare le modalità di gestione del regime di pesca».

SALVAGUARDIA ED EQUILIBRIO - «Da un lato - ha evidenziato l'assessore - mira a ricostituire alcune specie di mare in sofferenza che hanno necessità di un intervento per essere preservate, dall'altro si prefigge di valutare delle metodologie di pesca sostenibile perché è necessario trovare un equilibrio fra l'ambiente e l'attività ittica, favorendo quindi la riproduzione delle specie e consentendo all'attività di pesca di ottenere il giusto ritorno economico».

LAVORARE INSIEME - Zannier ha sottolineato un'altra peculiarità del progetto, ovvero la modalità di lavoro che ha visto operare in modo unitario l'Amministrazione regionale in collaborazione con il comparto della pesca, le capitanerie di porto e gli istituti scientifici. «Lavorare in modo unitario - ha concluso Zannier - permette di ottenere risultati importanti».

FINALITA' DEL PROGETTO - Dory, come è stato spiegato, persegue gli obiettivi portati già avanti da numerose iniziative condotte dalla Regione anche grazie ai progetti di cooperazione territoriale europea e ha come obiettivo generale quello di contribuire alla protezione e al ripristino delle risorse marine, rafforzando il dialogo istituzionale e promuovendo l'adozione di misure gestionali condivise volte a ridurre l'impatto delle attività economiche sugli stock ittici e di strumenti comuni per il miglioramento della biodiversità, oltre alla riduzione dell'impatto ecologico delle attività di acquacoltura.

SOGLIOLA E SEPPIA - Nel corso del seminario sono state illustrate le linee guida per l'implementazione del modello di gestione di pesca sostenibile nell'area Adriatica che focalizza l'attenzione su due specie, la sogliola e la seppia, per le quali è prevista una condivisione con gli operatori del settore delle misure di gestione e regolamentazione delle catture. La Regione Fvg, in particolare, testerà tecniche attive di ripopolamento dello stock della seppia per contribuire al miglioramento di aree marine a valore biologico.